Il consigliere Tridico: «Subito il bonus alle imprese che assumono»


Il reddito di cittadinanza un formidabile strumento per inserire nel mondo del lavoro coloro che finora ne sono stati lontani e includere nella societ le famiglie pi povere. Pasquale Tridico, professore di Economia del Lavoro a Roma Tre e consigliere del vicepremier Luigi Di Maio il padre della riforma bandiera dei 5 Stelle. consapevole che metterla in pratica richieder un grande impegno, ma ottimista. Credo che assisteremo via via a un calo del tasso di disoccupazione e del tasso di Neet, i giovani che non studiano e non lavorano. Ci sar anche un calo della povert, ma credo che tutti ci faranno l’esame non tanto su questo ma sull’aumento dell’occupazione.

A dire il vero fu proprio Tridico, in tempi non sospetti, a osservare che all’inizio il reddito di cittadinanza, spingendo molte persone a iscriversi ai centri per l’impiego (condizione per riscuotere il sussidio fino a 780 al mese), causer un visibile aumento della disoccupazione. Ora che fa, ha cambiato idea? No. All’inizio c’ questo inevitabile effetto statistico. Ma ci che conta che queste persone escano dalla situazione di inattivit e trovino un lavoro.

S, ma il punto sar farglielo trovare questo lavoro, obiettiamo. Questo problema c’ anche adesso – risponde l’economista – solo che noi, con questa riforma, diamo a tutte queste persone scoraggiate una chance che ora non hanno. Gran parte degli esperti, per, ritiene non realistico che, come prevede il decreto legge, i titolari del reddito di cittadinanza riceveranno fino a tre offerte di lavoro nel giro di 18 mesi. realistico – replica invece Tridico – perch la terza offerta potr essere fatta addirittura su tutto il territorio italiano. Solo che, dice la riforma, queste offerte dovrebbero scaturire da una messa a sistema del collocamento pubblico e privato che sembra difficile da realizzare in un paio di mesi (il sussidio partir da aprile). Il 2019 sar dedicato a questo – spiega il professore –. Cio alla messa a regime di una piattaforma nazionale che incroci domanda e offerta di lavoro. La prossima settimana si riunir la Conferenza Stato-Regioni per il necessario accordo che poi sar tradotto in norme con emendamenti al decreto legge durante l’esame in Parlamento.

E nel frattempo che succede? Il sistema funzioner fin dall’inizio – assicura Tridico – perch da subito scattano due strumenti. Il primo sono gli incentivi alle aziende che assumono stabilmente e a tempo pieno un titolare del reddito di cittadinanza. In questo caso l’impresa incasser uno sgravio che va da un minimo di 5 mesi a un massimo di 18 mesi dell’importo del sussidio. Il secondo strumento l’assegno di ricollocazione, gi previsto da una legge del 2015, ma che finora non decollato. Perch adesso dovrebbe funzionare? Perch non sar pi facoltativo, ma scatter obbligatoriamente nel caso in cui il titolare del reddito non trovi lavoro attraverso altri canali. Si tratta di un voucher variabile da 250 a 5 mila euro, in base alla difficolt di collocamento al lavoro del soggetto, che verr “speso” presso un operatore accreditato, per esempio un’agenzia privata, la quale se collocher al lavoro la persona, e solo in questo caso, incasser il voucher.

Insomma, fino a quando non saranno assunti migliaia di collocatori nei centri per l’impiego, ci si affider a questa pluralit di strumenti e incentivi ad assumere. Il consigliere di Di Maio assicura comunque che queste assunzioni, 6 mila nel 2019, verranno fatte rapidamente, attraverso Anpal servizi spa, che potr ricorrere a una selezione diretta per titoli e colloqui, senza bisogno di concorsi pubblici. Si tratter, ammette Tridico, di assunzioni con contratti temporanei fino a 24 mesi, ma c’ l’impegno a stabilizzare il personale successivamente. Quanto al rischio che i soldi non possano bastare (il Tesoro ha preteso nel decreto una clausola di salvaguardia da attivare in caso di uscite superiori ai 6 miliardi di euro stanziati per quest’anno), il professore anche qui ottimista. I soldi basteranno, spiega. Per tanti motivi: dai controlli sui requisiti di chi chieder il reddito di cittadinanza alle cause di decadenza dal sussidio. E poi, conclude, su una platea potenziale di aventi diritto di 1,7 milioni di famiglie si stimato che il reddito vada all’85% cio poco pi di 1,4 milioni. Ma potrebbero essere anche meno. Il precedente del Rei, il reddito di inclusione, indica che rispetto alle previsioni, l’assegno andato a circa il 50% dei potenziali beneficiari.

Questo avvenuto anche perch i requisiti per ottenere il Rei erano molto stringenti. La stessa cosa prevista per il reddito di cittadinanza, sebbene l’Isee e gli altri limiti reddituali e patrimoniali siano stati alzati. Ci si chiede per se i controlli rispetto a quanto verr dichiarato saranno rigorosi. Assolutamente – dice Tridico –. Le domande verranno controllate una ad una. Inps, Poste, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza hanno collaborato per mettere a punto il sistema. L’Inps far le verifiche, accedendo con il codice fiscale del richiedente a tutte le banche dati per controllare la veridicit delle dichiarazioni. A questo punto, sorge un sospetto. Non che assisteremo a una parabola? All’inizio una ampia elargizione di sussidi prima delle europee di maggio e poi una costante discesa man mano che molti titolari decadranno o rinunceranno a causa dei molti paletti contenuti nel decreto? Se non li avessimo messi – osserva Tridico – tutti ci avrebbero criticato. Invece li abbiamo messi, per evitare abusi e truffe e concentrare le risorse su chi davvero in condizioni di bisogno. Paletti cos esistono in tutta Europa.

19 gennaio 2019 (modifica il 19 gennaio 2019 | 22:15)

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