Il comitato etico per l’intelligenza artificiale di Google è durato nove giorni


Un piccolo fallimento, clamoroso, che si porta appresso un enorme quesito: come si fa a scegliere le persone deputate a ragionare su temi delicati e sempre pi determinanti come lo sviluppo responsabile dell’intelligenza artificiale? Facebook, davanti alla sfida della creazione di un consiglio di supervisione esterna sulla revisione dei contenuti, sta chiedendo anche il parere dei suoi iscritti.

Google si era invece gi adoperato selezionando otto membri per costituire l’Advanced Technology External Advisory Council che ragionasse sull’asse etica-Ai, a partire dai potenziali pregiudizi e discriminazioni delle macchine. Nove giorni dopo l’annuncio della novit, arrivata la notizia della dipartita (decisamente) anzitempo della stessa: Il consiglio non pu funzionare come volevamo. Quindi lo chiudiamo per riprogettarlo, ha detto Google a Vox.

Cosa successo? Le posizioni anti-trans e anti-immigrazione di Kay Coles James, presidentessa del think tank di destra Heritage Foundation, hanno causato proteste online attribuite a pi di duemila dipendenti di Google e il passo indietro di uno dei due membri italiani del consiglio — Alessandro Acquisti, professore all’Heinz College della Carnegie Mellon University. Anche la presenza al tavolo di Dyan Gibbens, amministratore delegato della societ di droni Trumbull Unmanned, aveva fatto alzare pi di un sopracciglio. Il tema molto delicato a Mountain View: l’anno scorso i dipendenti si sono scagliati contro la decisione di collaborare con il Pentagono fornendo algoritmi di riconoscimento e analisi delle immagini catturate dai droni militari.

Oltre ad Acquisti, aveva preso pubblicamente posizione contro Coles James l’altro italiano dell’ormai ex consiglio, Luciano Floridi, docente di Oxford: Lei e la fondazione Heritage criticano o si oppongono al cambiamento climatico, all’uguaglianza di genere, all’immigrazione e ai diritti Lgbtqia. Chiedere la sua collaborazione stato un grave errore, ha scritto su Facebook. E ha aggiunto, centrando il problema: Google ha giudicato male cosa voglia dire avere posizioni rappresentative in un contesto pi ampio. Chi (e come) deve scegliere chi adatto a scegliere? giusto o auspicabile che lo facciano le aziende?




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