Il cimitero di massa dell’asteroide che estinse i dinosauri 66 milioni di anni fa


Pesci con sferule di roccia nelle branchie accatastati nella morte uno sull’altro in mezzo a tronchi di alberi fossili, resti di dinosauri, microsfere vetrificate intrappolate nell’ambra (resina fossile dei pini). In un angolo sperduto del Nord Dakota, a Tanis presso Bowman, sono stati rinvenuti per la prima volta gli effetti diretti della catastrofe che si scaten pochi minuti dopo l’impatto dell’asteroide di 12 chilometri di diametro avvenuto 65.760.000 anni fa che diede il colpo di grazia ai dinosauri e al 75% delle specie viventi.

L’anticipazione

L’eccezionale ritrovamento, il cui studio sar pubblicato la prossima settimana su Pnas da un gruppo guidato da Robert De Palma e dall’Universit di Berkeley (che ha anticipato la notizia), stato effettuato a partire dal 2013 nella formazione di Hell Creek, il torrente dell’Inferno, e mai nome fu pi azzeccato per descrivere ci che avvenne quel giorno nel Nord America e poi si estese su tutto il pianeta.

Gli Alvarez

Nell’quipe di scienziati che ha studiato la geologia della zona fa parte anche Walter Alvarez, che alla fine degli anni Settanta insieme al padre Luis (Nobel per la fisica nel 1968) scopr nella Gola del Bottaccione, presso Gubbio, un sottile strato di argilla datato alla fine del Cretacico con un contenuto anomalo di iridio, metallo raro sulla crosta terrestre. In seguito al rinvenimento di strati della stessa et in varie parti del mondo con analogo contenuto di iridio, gli Alvarez ipotizzarono che il metallo proveniva da un asteroide che si era polverizzato nell’impatto e i cui detriti si erano poi deposti su tutta la superficie. All’inizio degli anni Novanta vennero identificati i resti del cratere di impatto tra la penisola dello Yucatan e il Golfo del Messico con centro presso il paesino di Chicxulub.

L’impatto

Gli studi dell’immane catastrofe hanno accertato che l’impatto tra le altre cose provoc uno tsunami gigantesco che penetr per decine di chilometri all’interno dei continenti, terremoti di magnitudo 11-12 che ne innescarono altri in molte parti del mondo, una pioggia di rocce e sferule vetrificate incandescenti che provocarono estesi incendi. Mai per finora si erano trovate le prove tangibili delle immediate conseguenze. Il gruppo di De Palma a oltre 3 mila chilometri dal cratere di Chicxulub ha scoperto in uno strato spesso un metro e mezzo alla fine del Cretacico un vero cimitero di massa: pesci, alberi, ammoniti, mammiferi primitivi, ossa di triceratopo, insetti, fossili di mosasauro (un rettile acquatico) accatastati insieme. Le branchie di alcuni pesci sono disseminate di tectiti, rocce di 5 millimetri di diametro eiettate dall’impatto.

L’onda

La ricostruzione che ne deriva che un’onda trasport pesci e rettili risalendo le coste e i fiumi e travolgendo tutto ci che trovava sulla sua strada e accatastando piante e animali morto. Poi si ritir lasciando il terreno nudo che venne colpito dalle sferule vetrificate che scavarono piccole cavit che a loro volta vennero riempite da sabbia e ghiaia trasportate dalle ondate successive.

Sesse

Ma le onde non furono quelle scatenate dallo tsunami provocato dall’impatto diretto: l’allora Nord Dakota era troppo lontano dalla linea di costa del Golfo del Messico e l’eventuale tsunami poteva arrivare solo 10-12 ore dopo. Furono provocate dalle sesse, onde stazionarie che si generano all’interno di bacini chiusi a causa di onde sismiche provenienti da lontano. Un fenomeno simile avvenne nei fiordi della Norvegia pochi minuti dopo il terremoto di magnitudo 9 in Giappone dell’11 marzo 2011. La formazione di Hell Creek si depose al limite del Mare Interno Occidentale (Western Interior Seaway), un braccio di mare che per 100 milioni di anni tagliava in due l’America da nord a sud, ma che 66 milioni di anni fa si era quasi chiuso e rimaneva solo un canale lungo e stretto che scendeva da settentrione. Qui si verific il disastro che ora venuto alla luce in tutta la sua drammaticit.

30 marzo 2019 (modifica il 30 marzo 2019 | 11:45)

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