Il Bologna allo sbando: Pippo Inzaghi esonerato lunedì dopo il ko col Frosinone


Il Bologna terz’ultimo in classifica boccheggia, nonostante nella finestra di mercato invernale siano arrivati Sansone e Soriano. Ora la posizione di Pippo è appesa a un filo. Lo ha ammesso lo stesso presidente ai tifosi nel colloquio di dieci minuti avuto al termine del match. In sintesi: si è scusato della prestazione offerta, ha ribadito l’importanza di mantenere la categoria a tutti i costi, ha promesso di intervenire effettuando dei cambiamenti «piccoli» per l’immediato — cioè un avvicendamento in panchina — e più sostanziali a fine stagione. Non è un segreto che la piazza abbia individuato nell’operato dei dirigenti Fenucci, Bigon e Di Vaio l’origine della crisi del club, impoverito nel tempo con le cessioni di Diawara e Verdi, mai adeguatamente sostituiti.

Ma nell’immediato a pagare è l’allenatore. Del resto lo aveva già fatto intendere il patron della società nei giorni scorsi quando, rispondendo alla domanda se il match con i ciociari fosse da considerarsi decisivo per le sorti del tecnico, aveva replicato «Chiedetemelo lunedì».

Domenica il presidente non ha usato giri di parole. «Non mi aspettavo di giocare in casa una partita così importante e perderla senza carattere. Sono molto deluso. Parlerò direttamente con i giocatori: se vogliono restare a Bologna devono dare di più. Fino ad ora non ho mai criticato nessuno ma ora non posso più accettare la situazione. Questo non è il Bologna che voglio vedere e le cose cambieranno».

Così Inzaghi, legato agli emiliani da un contratto fino al 2020 da 600 mila euro a stagione, ieri non è stato mandato dal club a sostenere il ciclo di interviste. Oggi ufficialmente verrà presa una decisione sulla sua posizione. Del resto Saputo — che spende poco meno di 100 milioni l’anno per il Bologna — ha già contattato Sinisa Mihajlovic che ha chiesto un contratto di sei mesi con rinnovo automatico di due anni in caso di salvezza. Per il serbo non sarebbe un debutto assoluto sulla panchina dei rossoblù, avendo già guidato gli emiliani nel campionato 2008-2009. Curiosità: sarebbe la seconda volta in cui Mihajlovic, dopo la staffetta al Milan, succede a Inzaghi. Poi certo è sempre bene ricordare che Donadoni è ancora a libro paga — ma riluttante a rientrare — e che De Biasi è l’altro nome sul tavolo. Saputo tornerà in Canada domani, perciò non si dovrà attendere molto.

27 gennaio 2019 (modifica il 27 gennaio 2019 | 22:33)

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