I sei errori da non fare nel colloquio


No ai grandi numeri

Individuati gli obiettivi, va da s che l’invio in massa di centinaia di curricula via mail non ha senso. Ha invece senso far viaggiare il cv su differenti canali: centri per l’impiego, social network, giornali e riviste specializzate, ma anche career day, workshop e fiere di settore. A questi eventi — consiglia Zonca — bisogna portare con s diverse copie del cv da consegnare alle aziende, assieme a una forte e convinta stretta di mano. E prendere nota dei riferimenti delle persone con cui si entra in contatto, magari chiedendo un biglietto da visita, per inviare una mail successivamente, in modo da ribadire il proprio interesse.

Attenzione alle foto nel Cv

Nonostante qualche esempio di segno opposto tra i nostri politici, il cv non deve mai contenere esperienze false o gonfiate, errori di grammatica o di ortografia. Attenzione anche alla foto: Per quanto incredibile, c’ ancora chi ne sceglie una del matrimonio o in costume al mare, fa notare Giuseppe Biazzo, amministratore delegato dell’agenzia per il lavoro Orienta. Fatte queste premesse, l’unico cv giusto quello che viene riscritto e personalizzato ogni volta: si pu avere un canovaccio di partenza ma poi occorre ristrutturare la trama tenendo conto del formato (europeo, tradizionale o creativo?) prediletto da quella specifica azienda, delle caratteristiche di quest’ultima e soprattutto della posizione per cui ci si candida. Idem per la lettera, che deve essere di motivazione, non di presentazione o di accompagnamento, precisa Zonca: bisogna spiegare perch si vuole ricoprire proprio quel ruolo e quali elementi della nostra storia professionale fanno di noi la persona pi adatta.

Vietato improvvisare

Arrivati faccia a faccia con chi potrebbe assumerci, il momento di mostrare anche le soft skills, le qualit caratteriali che poco hanno a che vedere con le competenze tecniche ma che spesso fanno la differenza. Il segreto studiare, dice Alexis Sottocorno, sales director di Seltis, societ del gruppo Openjobmetis specializzata in selezione del personale middle e top management: Informarsi non solo sull’attivit dell’azienda, la sua storia e la situazione che sta vivendo in quel momento, rispetto per esempio alla concorrenza. Ma anche informarsi sulla persona che ci far l’intervista. Tra internet e social network oggi tutti questi elementi si trovano abbastanza facilmente. Fermo restando, aggiunge Sottocorno, che inutile fare i brillanti se non lo si , si pu colpire l’interlocutore anche essendo pacati. Per Giuseppe Biazzo l’atteggiamento ideale al colloquio si riassume in quattro aggettivi: Naturali, educati, formali e interessati.

Mai sottovalutare la forma

La questione forma la pi delicata: conciliarla con naturalezza e assenza di infingimenti non facile. Il nostro corpo parla, importante essere padroni di questo linguaggio non verbale.Non guardare negli occhi il proprio intervistatore o stare seduti scomposti sono sintomi di disagio, osserva Mariangela Lupi, head of Humanity development & education di Adecco. Lo stesso dicasi per il chiudersi a braccia conserte o giocare troppo con biro e fogli, aggiunge Isabella Covili Faggioli, presidente dell’Associazione Italiana Direttori del Personale, che sconsiglia anche di guardare i fogli dell’intervistatore, cercando di leggere i suoi appunti. Non vuol dire per che non ci si debba esporre, anzi: Rispondere con un generico “dipende” alle domande un errore, secondo Zonca. Meglio far vedere che abbiamo un’opinione, seppur con la dovuta morbidezza.

Non parlar male del passato

Che in passato siate stati scavalcati da colleghi meno competenti, trattati ingiustificatamente male dal capo, che abbiate fatto straordinari non pagati o non siano state mantenute promesse che vi erano state fatte, sappiate che, ecco, su questi aspetti al nuovo colloquio meglio tacere. Lamentarsi della precedente esperienza lavorativa, dire che vi ha traumatizzato un errore, non tanto per una questione di ipocrisia di forma, ma perch importante volgere al positivo anche le esperienze peggiori, dice Zonca. Meglio, quindi, prendere mentalmente per buono quel vecchio luogo comune secondo cui sono proprio i momenti difficili a far nascere le migliori opportunit.

22 novembre 2018 (modifica il 22 novembre 2018 | 11:18)

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