I Paesi Nordici dell’Ue all’attacco della manovra italiana


Si annuncia un duro attacco dei Paesi nordici contro l’Italia e la sua manovra di bilancio nella due giorni dei ministri finanziari dell’Eurogruppo/Ecofin in programma luned e marted prossimi a Bruxelles. I responsabili delle Finanze di Olanda, Finlandia, Irlanda, Slovacchia, Repubblica Ceca, Estonia, Lituania, Lettonia, Danimarca e Svezia, riuniti in una neo-costituita Lega anseatica, hanno preparato un documento per introdurre una maggiore responsabilit per gli investitori in caso di perdite sui titoli degli Stati con maxi debito.

Questa proposta viene interpretata da media e sui mercati finanziari come un avviso/allarme sulle conseguenze di una eventuale insolvenza del governo italiano. In pratica si punterebbe ad attuare – in caso di intervento del Fondo salva Stati Esm – un coinvolgimento dei privati nelle perdite sui titoli pubblici simile a quello della normativa “bail in” per le banche al tracollo. Ma l’attacco dei Paesi nordici all’Italia nell’Eurogruppo dei 19 ministri della zona euro di luned, dove in agenda la manovra italiana con deficit al 2,4% del Pil (invece dell’atteso 1,6% circa), sarebbe anche politico. Intenderebbe annullare preventivamente il tentativo del ministro dell’Economia Giovanni Tria, sollecitato dal presidente Sergio Mattarella, di abbassare i toni dello scontro Roma-Bruxelles e di negoziare un compromesso in grado di evitare o far rinviare la proposta tecnica di procedura d’infrazione della Commissione UE.

L’Olanda, appoggiata principalmente da Finlandia e Austria (e con l’avallo della componente Cdu-Csu del governo tedesco), vorrebbe addirittura un irrituale duro richiamo all’Italia gi nella dichiarazione finale dell’Eurogruppo, unico atto pubblico di una riunione tradizionalmente mediatoria e segreta ( l’unico consiglio dei ministri UE che non ufficializza nemmeno la lista dei partecipanti). A Tria verrebbe cos impedito di negoziare fino al 13 novembre, quando l’Italia deve comunicare alla Commissione europea la risposta alle contestazioni sulla manovra con deficit considerato eccessivo. Da quanto emerso informalmente dalle consultazioni riservate tra le principali capitali in vista dell’Eurogruppo, l’obiettivo dei ministri nordici sarebbe accelerare e drammatizzare la procedura d’infrazione per deficit eccessivo contro l’Italia per dimostrare ai connazionali – in vista delle elezioni europee – che a Bruxelles fanno rispettare i vincoli di bilancio al governo mediterraneo e sovranista intenzionato ad attuare politiche espansive nonostante il suo maxi debito.

L’intervento dell’organo politico-decisionale Eurogruppo potrebbe per anche provocare conseguenze pericolose sui mercati finanziari, se si considerano gli effetti negativi per lo spread sui titoli di Stato italiani gi dopo le critiche e i richiami al livello tecnico della Commissione europea. Decisiva appare la posizione che prenderanno Germania, Francia, Portogallo e Spagna, che si trovano in imbarazzo. Il ministro tedesco Olaf Scholz, che socialdemocratico, il francese Bruno Le Maire, che rappresenta un Paese per 10 anni in deficit eccessivo, il presidente portoghese dell’Eurogruppo Mario Centeno, che ha rilanciato l’economia nazionale con misure espansive opposte a quelle di austerit raccomandate da Bruxelles, la spagnola Maria Montero Cuadrado, che intenderebbe non rispettare il limite del 3% di deficit nel 2019, politicamente avrebbero difficolt ad appoggiare apertamente i falchi super-rigoristi del Nord. Al tempo stesso non vorrebbero rischiare di essere accusati di spaccare l’Eurogruppo, aiutando Tria e il governo italiano sovranista di Luigi Di Maio e Matteo Salvini a uscire dall’attuale isolamento in Europa.

2 novembre 2018 (modifica il 2 novembre 2018 | 17:44)

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