I gilet gialli arrivano in Italia sul web nasce il coordinamento –


Dalla protesta tutta italiana contro la Bolkestein al caro-diesel imposto dal premier Macron il passo sembra lungo, ma non per i neonati ‘gilets giallì nostrani che si sono palesati nella comunità virtuale di Facebook. La pagina si chiama Coordinamento nazionale gilet gialli Italia, ha come immagine di copertina una delle strade del centro di Parigi brulicante di gilets jaunes e un giubbetto fosforescente da automobilista attento che funziona come una lavagna sulla quale scrivere richieste e/o invettive. Il referente della pagina è sconosciuto: nelle informazioni oltre a un numero con molte cifre c’è scritto ‘giornalistà e nulla più.

Dopo aver postato ieri la fotonotizia delle scritte contro Società Autostrade lasciate da una trentina di manifestanti al casello di Genova Est – casello ampiamente danneggiato, la cui videosorveglianza ora è sul tavolo della Digos -, il Coordinamento ha scritto un lungo post con una serie di richieste in un dialogo virtuale con i fratellì francesi: «Oltre al carburante noi in Italia abbiamo anche i pedaggi autostradali più cari d’Europa e in più Autostrade fa scarsissima manutenzione e poi succedono le disgrazie come quelle di Genova. Facciamo partire la prima protesta dei gilet gialli in Italia. Non paghiamo più le autostrade se i pedaggi non scendono di prezzo e se a gestirle rimane Autostrade spa».

Va chiarito che non c’è, al momento, alcuna relazione tra il coordinamento e quanto successo al casello di Genova Est. Solo una coincidenza temporale: il post con la fotonotizia della scritta al casello autostradale è stato inserito più o meno alle 12 di ieri e un’ora dopo è stati inserito il post. Sempre ieri, ma qualche ora più tardi, la presentazione di Giancarlo Nardozzi che esordisce con un «Buongiorno, sono Nardozzi Giancarlo» e «ho aderito a questo coordinamento per aiutare a superare le difficoltà della categoria e per cercare di apporre dei cambiamenti anche protestando sempre in forma civile e legale a sostegno di questo governo ormai circondato da tutti».

Chiarisce poi al telefono: «Nasciamo per affrontare problematiche di categoria, in primis la Bolkestein e le tasse – ha detto Nardozzi, presidente del Goia (gruppo organizzato indipendente ambulanti) di Torino. – Al momento abbiamo una pagina sui social ma non c’è ancora una data per una possibile mobilitazione. Vogliamo vedere se passa la legge sul bilancio. Non siamo contro il governo, che abbiamo sostenuto, ma contro l’Europa». Chiarissimo: la vicinanza al Governo è stata ribadita più volte anche sulla pagina Facebook dove si individuano altri colpevoli per la mancata rinascita del popolo italiano: l’Europa, il Pd e i sindacati politicizzati.

«Le organizzazioni sindacali di operatori su area pubblica Goia, Aval e Ubat – si legge testualmente nel successivo post – dopo un confronto tra i presidenti hanno deciso di appoggiare e affiancare questo governo e aiutarlo a far si che i programmi compresi nel contratto di governo vadano a realizzarsi». Direttiva Bolkestein, flat tax e pace fiscale, s’intende. «Da qui la nascita del coordinamento nazionale gilet gialli che prende spunto dalla rivolta francese e che nel caso saremo pronti a indossare (i gilet gialli, ndr) e seguire i nostri capi di governo anche fino a Bruxelles». 


Domenica 25 Novembre 2018, 18:00 – Ultimo aggiornamento: 25-11-2018 18:23
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