I club europei bocciano la Fifa e il Mondiale per club. Agnelli: «Piano da rivedere»


No al Mondiale per club a 24 squadre, così come lo vorrebbe la Fifa a partire dal 2021. No alla Superlega autonoma, perché anche le grandi società continueranno a muoversi all’interno della Uefa e d’accordo con questa. E no — almeno per il momento — alle partite di Champions League nel fine settimana, ipotesi di cui si è parlato molto nell’ultimo periodo e che andrebbe a intaccare la sacralità del week end dedicato ai campionati nazionali.

Andrea Agnelli, presidente dell’Eca, rallenta la rivoluzione del calcio internazionale, che ci sarà ma potrebbe essere meno traumatica del temuto e sarà attuata in tempi più lunghi del previsto: «Svilupperemo un nuovo progetto per le competizioni europee che comincerà nel 2024, serviranno 12-20 mesi per studiarlo nel dettaglio», chiarisce il numero uno della Juventus in occasione della ventiduesima assemblea dell’associazione dei club europei ad Amsterdam.


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Agnelli boccia con decisione il nuovo Mondiale per club, la cui introduzione è stata votata a larga maggioranza dal consiglio della Fifa appena dodici giorni fa. Si dovrebbe svolgere ogni quattro anni, il primo appuntamento è stato fissato tra giugno e luglio del 2021.

«È un progetto che non possiamo sostenere — dice il presidente della Juve, evidentemente soddisfatto per l’inserimento dell’Eca al tavolo delle grandi decisioni con le altre componenti del calcio internazionale —. Siamo sempre stati molto chiari con la Fifa, al momento il format non ci soddisfa. Vorremmo delle modifiche, anche del calendario internazionale. Bisogna che i tornei di tutte le Federazioni siano allineati, perché così è molto difficile pianificare le stagioni. Ad esempio oggi tra Inghilterra e Germania c’è una differenza di dodici partite: troppe».

Ma come saranno le coppe del futuro? Nel 2021 nascerà il terzo trofeo europeo, il cui format è stato deciso nell’autunno scorso con il presidente dell’Uefa Ceferin: «Le competizioni internazionali permettono ai club di crescere, bisogna creare un sistema che consente a tutte le nazioni di svilupparsi», dice Agnelli.

Dal 2024 partirà invece una Champions i cui dettagli sono ancora da definire, ma che dovrebbe essere basata su quattro gruppi da otto squadre ciascuno, quindi con più partite garantite per tutti, e dovrebbe prevedere un meccanismo di promozioni e retrocessioni. Questo non significa che l’accesso sarà proibitivo anche per chi conquisterà il diritto sul campo: se ci sarà un nuovo Leicester, se una società non al top diventerà campione, troverà certamente la porta aperta per essere inserita in questo mega torneo elitario. «Non ci sarà alcuna Superlega autonoma, lavoriamo d’intesa con la Uefa — conclude Agnelli —. Quanto alle partite di Champions nel week end, non è il momento di parlarne».

26 marzo 2019 (modifica il 26 marzo 2019 | 22:28)

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