Huawei, dai primi passi in Cina alla rete di 2.300km in Italia


La «conquista» di Hong Kong fu il primo passo verso un successo che, dal 1997 in poi, è stato vertiginoso e non si è più fermato. Huawei riuscì a realizzare prima una rete di telefonia fissa e poi iniziò a produrre i suoi primi apparati appositamente studiati per la telefonia mobile, allora in pieno sviluppo. Il primo centro di ricerca all’estero fu aperto in India, nel 2000 l’azienda sbarcò in Europa, in Svezia e poi negli Stati Uniti. Nel 2002 la società aumentò i suoi affari del 500% in poco più di due anni, superando il mezzo miliardo di dollari: un’esplosione tra le più clamorose mai viste. Il core business rimase per parecchio tempo quello delle reti di telecomunicazioni; ancora oggi molte delle infrastrutture per le telecomunicazioni del mondo sono marcate Huawei. Nel 2005 l’azienda si occupò di gestire la parte tecnologica della rete telefonica fissa e mobile di British Telecom; nel 2008 costruì la rete mobile su larga scala più grande del Nord America; nel 2009 diede vita ad una delle prime infrastrutture 4G del mondo in Norvegia. Così, molto prima che i suoi smartphone iniziassero a far breccia sul mercato globale, l’azienda aveva già una posizione più che consolidata nel settore delle infrastrutture comunicative. Il passo per la nascita di dispositivi propri è stato talmente breve da risultare quasi naturale.

Lo sviluppo in Italia

Ancor prima che i loro smartphone entrassero nelle nostre case, Huawei aveva già ampiamente costruito il suo apparato nel nostro Paese. L’inizio della sua attività risale infatti al 2004 e oggi l’azienda conta due sedi principali, dieci uffici in altrettante città, quattro centri di ricerca e sviluppo e un centro di innovazione. Anche in Italia i primi passi sono stati fatti nel settore delle telecomunicazioni, con la realizzazione di reti ad alta velocità per conto di Telecom in Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia. Proprio grazie alle tecnologie cinesi sono in studio due tra le novità più attese nel settore della fibra ottica, tra cui quella che nei prossimi anni porterà il collegamento direttamente a casa dell’utente finale (Fiber to the Home). Tutto questo mentre sono state sviluppate alcune reti mobili a tecnologia EDGE e sono al vaglio i primi test per portare anche da noi il 5G. Ma è nel 2013 e con la nascita dell’Ascend P6 che l’azienda ha iniziato a far conoscere i suoi dispositivi nel nostro Paese nella fascia medio-alta, grazie anche alla sponsorizzazione per il Milan. Oggi Hauwei ha una quota del 23% del mercato italiano degli smartphone, mentre in Europa la sua presenza si ferma al 12%.

In Italia la rete Huawei si è sviluppata in collaborazione con Fastweb. Oltre 2.300 chilometri di rete, tra Milano e il Sud della Sicilia, per una capacità trasmissiva di 200 Gbps: è la infrastruttura ottica flessibile (Fon) realizzata da Fastweb in collaborazione con Huawei. É la prima a essere totalmente resiliente e in grado di garantire la continuità dei servizi attraverso la tecnologia ottica Ason (Automatically Switched Optical Network). La partnership in questo campo tra i due operatori era iniziata a settembre 2017, con il lancio della prima rete ottica Flexible Next Generation, lunga più di 2mila chilometri e con una capacità di avvio di 2Tbps. «A novembre 2017 – spiega Fastweb in una nota – Fastweb ha rilasciato, tramite l’infrastruttura, capacità trasmissiva a 100Gbps senza rigenerazione con servizi ottici Ason lungo oltre 2.300 km tra Milano e la Sicilia meridionale per poi erogare nel gennaio 2018 velocità a 200Gbps senza rigenerazione lungo gli oltre 800 km tra Milano e Roma”. La rete collega oggi i più importanti data center e le stazioni dei cavi sottomarini in Sicilia consente all’operatore di offrire capacità trasmissiva ultraveloce sia al mercato wholesale che a quello Enterprise.

6 dicembre 2018 (modifica il 6 dicembre 2018 | 15:36)

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