Hirscher fa capire che potrebbe ritirarsi: «Sono stanco e logorato»


La notizia è girata nel parterre delle finali di Soldeu, dove la Coppa del mondo di sci concluderà la stagione domani, domenica 17 marzo. Quindi l’interessato l’ha confermato in televisione. Parliamo di Marcel Hirscher, colui che da otto stagioni di fila conquista il trofeo assoluto e domina il pianeta delle nevi su tutti i fronti possibili e immaginabili. Ebbene, il Cannibale austriaco, nel giorno in cui ha dovuto incassare un’altra sconfitta (sesto nel gigante vinto dal francese Pinturault, mentre lo slalom femminile ha visto il cinquantanovesimo trionfo di Mikaela Shiffrin nel giorno in cui l’azzurra Chiara Costazza ha salutato il circo bianco), ha ammesso di non essere sicuro di presentarsi al cancelletto di partenza nella prossima stagione. “La verità è che adesso sono molto stanco e logorato da un’annata eccellente ma comunque stressante. Ho bisogno di staccare e di resettare per un po’, anche per prendere la migliore decisione possibile sul mio futuro”.

Dico e non dico

E’ il classico dico e non dico, ma proprio per questo fa notizia (nel passato Marcel non era meno “cotto” a marzo, ma mai aveva messo in dubbio di continuare) e soprattutto fa rizzare le antenne: nel passato altri campioni, a cominciare da Alberto Tomba, avevano avvisato più o meno in questo modo che stavano maturando le condizioni per il ritiro. Va fatta una premessa: il fatto che non abbia più il passo devastante dei mesi precedenti non vuol dire nulla e non c’entra con l’eventuale scelta. Hirscher nelle ultime settimane ha forse un po’ mollato la presa, avendo già messo al sicuro la Coppa del mondo assoluta sia quelle del gigante e dello slalom: ci sta, perfino un Cannibale a volte lascia qualcosa in tavola agli affamati avversari. Può essere invece vero che Marcel stia riflettendo, a 30 anni compiuti il 2 marzo, sul rapporto tra il suo stato fisico, l’età che avanza, le motivazioni e la bellicosità di rivali risoluti a mettere fine alla sua tirannia (l’ultimo successo in Coppa risale al 29 gennaio scorso e allo slalom di Schladming; poi ha aggiunto l’oro tra i paletti al Mondiale, riscattando la sconfitta in gigante ad opera di Kristoffersen). Sotto questo aspetto potrebbe rientrare anche una valutazione di ordine personale: l’austriaco più vincente della storia è diventato padre la scorsa estate; magari potrebbe aver pensato che è giusto dedicare più tempo alla famiglia. D’altra parte sarebbe davvero strano se Hirscher mollasse ora. Lo sci logora, certo, ma ha anche allungato l’età dell’agonismo: a stare stretti, diciamo che il fuoriclasse di Annaberg im Lammertal ha davanti a sé almeno altre 4 stagioni, sufficienti ad arrivare a Pechino 2022 e utilizzare eventualmente i Giochi olimpici in Cina quale passerella d’addio. In questo scenario ci sarebbe anche la possibilità di attaccare il famoso primato delle 86 vittorie di Ingemar Stenmark, il record al quale non può più ambire Lindsey Vonn, visto che al Mondiale in Svezia l’americana ha confermato il ritiro. Hirscher adesso conta 67 primi posti (quello nel gigante di Beaver Creek, che gli era stato assegnato dopo la squalifica di Stefan Luitz, gli è stato tolto perché il Tas ha accolto il ricorso del tedesco): aggiungerne altre 20 è tutt’altro che impossibile. Marcel ha sempre detto di non badare a inseguire i record. Ma intanto sono i record che gli piovono addosso e lui non è certo dispiaciuto: superare il grande Ingo avrebbe insomma più di un significato. La nostra previsione? Alla fine, una volta ricaricate le pile, troverà le motivazioni giuste (anche dagli sponsor) per non fermarsi qui.

16 marzo 2019 (modifica il 16 marzo 2019 | 15:28)

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