Higuain non dimentica la Juve e cerca la vendetta. Gattuso: «Il mio Milan se la giocherà a testa alta»


Raccontano dalle parti di Milanello che nei suoi primi cento giorni rossoneri il Pipita quelli occhi non li aveva avuti mai. Gli occhi della tigre, la definizione precisa di chi in questa settimana lo ha visto sudare come un facchino pur di non mancare a quella che ritiene senza mezzi termini la propria personalissima resa dei conti. Con me o contro di me, cos Higuain: uno che non dimentica, uno che di vendetta vive perch la vendetta gli d un nemico, una missione, un orizzonte. Per questo, quando domenica scorsa a Udine la schiena lo ha lasciato a piedi, Gonzalo ha subito messo da parte quella piccola indolenza alla quale per sua stessa ammissione alle volte cede e s’ messo sotto per recuperare. A testa bassa, come fosse una finalissima.

Ora sta bene. Il dolorino leggero degli ultimi giorni scomparso, l’unica cosa che sente adesso la voglia matta di farla pagare a chi in estate lo ha mollato senza complimenti. Difficile si sia fatto ammansire dalle cortesie di Allegri ( uno dei migliori al mondo) dopo che giusto tre settimane fa aveva urlato tutta la sua delusione: Non ho scelto di andare via, mi hanno cacciato. Un affronto che il Pipita, il cui ego all’altezza dell’ingaggio da 9,5 milioni annui, secondo in serie A solo a CR7, non intende lasciare impunito. Se n’ accorto ovviamente anche Gattuso che dopo aver messo le cose in chiaro (la Juve super ma ce la giocheremo a testa alta) e spiegato che gli infortuni ci hanno compattato gli ha dato un sentito consiglio in pubblico: Deve stare tranquillo, si innervosisce facilmente ma deve giocare con lucidit e voglia, se la deve godere, con tutta la squadra, perch da solo pu fare poco. Dal gattusiano: guarda che Milan-Juve, non Higuain-Juve.

uno dei tre concetti sui quali il raffreddato Gennarino ( perch faccio il figo senza il giaccone in panchina) ha lavorato maggiormente nei due giorni successivi alla trasferta sivigliana di coppa. Gli altri due sono come disporre in campo i superstiti — situazione infortuni drammatica, si va verso il 4-4-2 obbligato con un centrocampo di lotta Kessie-Bakayoko per reggere la poderosa mediana bianconera — e soprattutto come provare a impacchettare Cristiano. Non a uomo, sarebbe un grave errore, ha un motorino nelle gambe ha precisato il tecnico rossonero prima di tirare in ballo l’altro grande atteso della notte di San Siro, Bonucci, che per stasera potrebbe anche lasciare il suo posto in mezzo alla difesa a Benatia, uno degli obiettivi del Milan per gennaio. Leo l’unico che andrebbe marcato individualmente in fase di impostazione ha ammesso Gattuso, che per il suo ex capitano prova ancora un affetto sincero: Ci ha dato tanto, stato un valore aggiunto per tutti noi, me compreso.

A naso, non baster per evitargli i fischi.

10 novembre 2018 (modifica il 10 novembre 2018 | 23:13)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/sport.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *