Hacker, spread e fake news? C’erano gi nel Conte di Montecristo


Milano, 1 novembre 2018 – 13:11

Nel libro, del 1844, l’eroe di Dumas sfrutta il telegrafo, inventato da Morse solo pochi anni prima, per diffondere false notizie e trarre in inganno lo speculatore di Borsa Danglars. Alexandre Dumas si ispir a un vero caso di hackeraggio ante litteram della rete

Gerard Depardieu (al centro), Jean Rochefort e Florence Darel nel film
Gerard Depardieu (al centro), Jean Rochefort e Florence Darel nel film Il conte di Montecristo, di Josee Dayan (1998)

L’hacker intercetta il punto debole della rete: un oscuro operatore del sistema di tlc, un poveraccio che si arrabatta come pu sognando una pensione da fame che arriver solo tra venticinque anni. Allettato dalla promessa di un guadagno immediato, l’uomo cade nella trappola: accetta quello che non dovrebbe accettare, il pirata informatico si impossessa della macchina e manomette la trasmissione dei dati. Immette nel sistema un’informazione, confusa tra le altre. Ma un’informazione importante, price sensitive, perch riguarda le sorti del governo di un Paese periferico dell’Europa, una di quelle che fanno crollare i titoli di Stato accendendo spread e rendimenti.

La notizia non si ancora diffusa tra i giornalisti, non di patrimonio pubblico. In via privilegiata — e illegale, attraverso una fonte al ministero degli Interni — arriva a un noto banchiere, che ne approfitta per vendere le obbligazioni prima che i valori in Borsa precipitino. L’hacker mirava proprio a far arrivare al banchiere la notizia riservata. Ma c’ un colpo di scena: la notizia falsa. Il suo piano era in realt molto pi complesso: voleva far fallire l’avido banchiere allettandolo con un’informazione apparentemente a prova di bomba. Cos, sapendo che il suo nemico si arricchiva con l’insider trading intercettando i segnali della rete, ha inquinato il sistema con la fake news.

Suona bene come financial thriller? In effetti la trama intrigante. Infatti un editore ha gi pubblicato la storia: in Francia, ben 174 anni fa. L’autore si chiamava Alexandre Dumas e l’episodio il cuore di uno dei capitoli de Il Conte di Montecristo, del 1844. Nel libro la vittima dell’inganno ordito per vendetta dal Conte/Edmond Dants il banchiere Danglars, uno speculatore senza scrupoli. Per colpirlo, Montecristo corrompe un telegrafista di campagna e gli fa immettere in rete un dispaccio falso: Il re Don Carlo sfuggito alla sorveglianza ed rientrato in Spagna. Barcellona si sollevata in suo favore. Danglars viene a saperlo in anticipo e vende i titoli del debito spagnolo, pensando di contenere le perdite rispetto agli altri investitori che avrebbero saputo il fatto solo dai giornali. Ma l’indomani si scopre che la notizia era falsa e i bond rimbalzano in Borsa: Dalglars ha perso milioni di franchi.

Una storia del passato? Forse no. Dumas descrive incursioni in reti informative, diffusione di notizie false, manipolazione dell’opinione pubblica, aggiotaggio, speculazione. Temi drammaticamente attuali. Basta cambiare gli strumenti e si torna al 2018: attacchi a Internet (il moderno telegrafo), malware che si insinuano nei sistemi (meno visibili della corruzione di un telegrafista ma altrettanto efficaci), fake news su temi finanziari, speculazioni su titoli di Stato, diffusione di segreti.

Poco in verit cambiato in questi 174 anni di capitalismo, perch informazione, reti di comunicazione, finanza, politica da sempre sono interconnessi. N Dumas era un visionario: come ricordano gli storici (vedi il professor Francesco Frasca su Informazioni della Difesa), la vicenda ripresa nel romanzo ispirata a un vero episodio di hackeraggio del telegrafo, avvenuto nel 1833 in Francia ad opera di alcuni speculatori finanziari. Come mezzo di informazione in tempo (quasi) reale, l’invenzione stava per rivoluzionare il mondo. Tanto che pochi anni dopo, nel 1851, il banchiere Jacob Rothschild, la cui famiglia aveva creato il pi grande impero finanziario del mondo disponendo in anticipo delle informazioni che contavano, lamentava che con l’invenzione del telegrafo chiunque ha accesso alle notizie. Stava nascendo in quegli anni il progenitore della rete globale di informazioni in cui oggi siamo immersi.

1 novembre 2018 | 13:11

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