Guzzetti, gli investimenti al servizio del welfare


La successione sempre un passaggio delicato nelle grandi istituzioni. Soprattutto quando si tratta di una realt che ha definito i suoi contorni, le sue linee di attivit, le sue modalit di intervento e di indipendenza, per il lungo lavoro di chi ne alla guida da pi di vent’anni. la storia della Fondazione Cariplo e dell’avvocato Giuseppe Guzzetti, presidente dal 5 febbraio 1997. Un’eredit impegnativa, dal momento che in questi anni la Fondazione delle Casse di risparmio delle province lombarde, stata protagonista di un cambiamento profondo. Dalla propriet della banca-simbolo dell’economia lombarda, di cui deteneva il 100% fino alla sua privatizzazione, alla creazione del primo gruppo bancario italiano, Intesa Sanpaolo, al nuovo modo di fare welfare in un tempo nel quale lo Stato sta gradualmente arretrando per i vincoli di bilancio. Fino al punto di giocare un ruolo di supplenza e di gestione di vere e proprie politiche sociali. Una specie di lenta rivoluzione che ha cambiato il confine tra attivit pubbliche e attivit private di interesse pubblico.

Ma soprattutto su quest’ultimo punto che Guzzetti ha orientato la Fondazione: rispondere ai bisogni di una societ sempre pi frammentata, diventare punto di riferimento di tutto quel mondo, il Terzo settore, che ormai rappresenta un attore fondamentale nella vita del Paese. Con progetti, iniziative: dalla cultura alla societ civile. E ora le due battaglie alle quali Guzzetti tiene di pi: la lotta senza quartiere alla povert minorile (come il progetto Qu.B per Milano). E la campagna per l’occupazione giovanile. Il welfare di comunit, legato ai territori. Un numero solo per capire i valori in gioco: dal 1991 ad oggi la Cariplo ha finanziato 30 mila progetti, con un impegno finanziario di 3 miliardi. Il rinnovo degli organi della Commissione Centrale di Beneficenza appena iniziato e dovr concludersi l’anno prossimo, con la scelta del nuovo presidente. E se c’ una cosa che l’avvocato ha sempre ripetuto, la necessit, anche nelle fasi pi complesse, di conservare la coesione sociale. Cos non un caso che nell’ultima Giornata del Risparmio abbia voluto insistere proprio su questo punto. Una politica interpretata al servizio delle istituzioni. Ed forse per questo che negli anni, nell’alternarsi delle maggioranze, la Fondazione ha conservato un suo ruolo riconosciuto.

Ma che cosa rappresenta attualmente la fondazione Cariplo nel sistema economico italiano? Bisogna partire da qualche numero: ha un patrimonio di circa 8 miliardi ed uno dei principali soci di Intesa Sanpaolo, la prima banca italiana. Grazie alla diversificazione del portafoglio, l’ente con sede in via Manin stato in grado di distribuire circa 185 milioni all’anno sul territorio di competenza, che va dalle province lombarde a Novara. Ma soprattutto diventato uno dei motori principali del sistema delle Fondazioni rappresentato dall’Acri. Interventi che vanno dai restauri al welfare, dall’housing sociale, la costruzione e gestione di immobili a prezzo calmierato, a Cariplo factory per l’innovazione, al piano per combattere la povert.

La cosa interessante delle Fondazioni che sono nate per caso, al momento della trasformazione delle Casse di risparmio in societ per azioni. Bisognava inventarsi un contenitore di queste azioni e questi contenitori furono proprio gli enti, ormai diventati una vera infrastruttura sociale. Bisogna ricordare un passaggio estremamente importante, legato proprio all’attivit di Guzzetti come presidente dell’Acri: il tentativo della politica di assumere il controllo di questi organi. Era arrivato a modificare la legge (in modo da garantire la maggioranza nei consigli agli enti locali), poi un ricorso alla Corte costituzionale (vinto) consent di equiparare la presenza di Regioni, Province e Comuni alla societ civile. Forse la battaglia pi rilevante vinta da Guzzetti con l’allora ministro del Tesoro, Giulio Tremonti.

Un equilibrio che ha consentito di rispondere alle esigenze del territorio e di essere anche attori della crescita, salvo l’eccezione di chi non aveva ceduto la maggioranza della banca quando sarebbe stato ancora possibile, come accaduto al Monte dei Paschi. Uno degli snodi fondamentali, al quale Guzzetti particolarmente legato, stata la dichiarazione di indipendenza delle fondazioni della Consulta: Persone giuridiche private dotate di piena autonomia statutaria e gestionale collocate a pieno titolo tra i soggetti dell’organizzazione delle libert sociali.

Prendiamo alcune linee di attivit, come l’housing sociale: realizzare abitazioni a tariffe agevolate. Da Milano diventato un progetto che si esteso al resto del Paese. L’altro capitolo rilevante sul quale la Cariplo, spinta da Guzzetti, si sta impegnando molto in questa fase la lotta alla povert minorile. Una realt poco conosciuta: si stima che in Italia ci siano almeno 1 milione di minori in condizioni di povert, 22 mila a Milano. Attivit filantropica che diventata sempre pi progettuale. Combinata con la ricerca, con il mondo delle start up, con i nuovi lavori. E naturalmente con il cantiere della cultura. Sar un’agenda molto impegnativa quella del successore. Ma quale sar l’identikit del nuovo presidente? Dovr essere senza dubbio una figura particolarmente attenta alle esigenze del sociale. Ma in questa fase di grande trasformazione del sistema bancario, dovr gestire anche l’evoluzione di Intesa Sanpaolo in qualit di grande azionista. Nelle fasi pi complicate, come la crisi del 2011, stata proprio l’unione di intenti delle cinque fondazioni socie della banca a consentire di lanciare l’aumento di capitale cha ha consolidato la forza dell’istituto e poi negli anni successivi accompagnato e seguito il management nello sviluppo.

E questo probabilmente sar il passaggio dei prossimi anni in cui il nuovo presidente della Cariplo potr giocare un ruolo. Il salto internazionale di Intesa Sanpaolo potrebbe avvenire in pi modi: attraverso Eurizon, con la creazione di un super polo europeo del risparmio gestito, o con un’alleanza pi ampia e la creazione di un campione europeo. Passaggi strategici nei quali le fondazioni saranno decisive. Il presidente Guzzetti si sempre definito, anche nei momenti complessi, un avvocato di campagna: non si tratta di un vezzo, ma della capacit, rispetto a situazione articolate di individuare soluzioni percorribili. Condivise, possibilmente.

La decisione di cedere la Cariplo all’Ambroveneto di Giovanni Bazoli, il dialogo con il Crdit Agricole, la partecipazione al fondo Atlante, decisivo per evitare il default delle banche venete, passaggi che negli ultimi vent’anni hanno ridisegnato gli equilibri della finanza. E dall’altro il mondo del volontariato, l’attenzione al Sud, alle associazioni, al sociale. Dell’attenzione verso la parte pi fragile della societ. L’ultima questione aperta, che verr consegnata al nuovo presidente dell’Acri, oltre che al nuovo presidente della Cariplo, riguarda la Cassa depositi e prestiti. Guzzetti ha ribadito pi volte la necessit di tutelare il risparmio postale, la leva sulla quale si fonda tutta l’attivit di Cdp. E a giudicare dal piano industriale che stato presentato da Fabrizio Palermo nei giorni scorsi il principio stato salvaguardato.

Questo sar uno dei compiti del prossimo presidente dell’Associazione tra le casse di risparmio italiane che potrebbe essere Francesco Profumo.

25 dicembre 2018 (modifica il 25 dicembre 2018 | 12:21)

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