Guida al Mondiale per club: gli ambiziosi Antlers e Al-Ain sulla strada di Real Madrid e River Plate


Lo si ammetta: forse mai come in questa edizione della – «disfunzionale» – Coppa del Mondo per Club Fifa che si conclude sabato negli Emirati, «la forbice» fra le due euro-sudamericane e il resto delle partecipanti è stata così stretta. E per ragioni importanti. Innanzitutto perché (piaccia o no) più passano gli anni e le edizioni, più la globalizzazione del calcio appiattisce i valori (dei singoli, delle squadre e dei tornei); e poi perché – forse mai come in questo 2018 che si chiude – sia il Real detentore-Champions dal maggio scorso, sia il River Plate campione di Libertadores dalla passata settimana, appiano raggiungibili, «agguantabili», battibili. E per motivi diversi.

In crisi nera (in Liga come in Europa) le Merengues de-Ronaldizzate (ma non solo per quello); in imbarazzo ambientale e sfiancati dal «tira & molla» della finale rimandata coi cugini del Boca i platensi argentini, che arrivano alla doppia sfida dopo settimane di veleni, ripicche e «calcioni». In campo e fuori.

Per questo le due outsider si fregano le mani e «affilano» le rispettive strategie. Chi sono? Innanzitutto ecco i giapponesi del Kashima Antlers (club campione d’Asia, direttore tecnico: Zico) che si sono qualificati per le semifinali del Mondiale di Abu Dhabi, battendo i messicani del Chivas Guadalajara 3-2. Poi c’è l’Al Ain, squadra locale degli Emirati Arabi. Nella partita dei quarti giocata nell’Hazza Bin Zayed Stadium di Al Ain City, la squadra di casa ha «asfaltato» (3-0) i campioni d’Africa dell’Esperance Tunisi. Attenzione: non folklore, ma calcio di qualità. L’Esperance, ad esempio, è una delle squadre più importanti e titolate del Nord Africa e lo stesso Al Ain è imbottito di ottimi mestieranti africo-sudamericani. Quindi gli accoppiamenti: questo martedì 18 dicembre (17.30 ora italiana) la prima semifinale Al Ain-River Plate(arbitro Gianluca Rocchi, assistenti Elenito Di Liberatore e Mauro Tonoloni, addetto alla Var Massimiliano Irrati). Nella seconda (mercoledì 19 alle 17.30) ecco invece Kashima Antlers-Real Madrid.

Non solo «roba per amatori», ma spettacolo per chi ama i finali (o «le» finali) a sorpresa. E’ chiaro che una «superblasonata» Real-River (magari nel segno del compiano Alfredo Di Stefano, ex di entrambe) resta la finalissima di gran lunga più probabile (si gioca sabato 22 dicembre, dalle 17.30) ma sia i bookmaker che i tifosi «nippo-arabi» tendono le orecchie.

Sì, perché il Real del subentrato Solari (quarto nella Liga a 5 punti dal Barça, dopo 5 sconfitte in 16 gare), al netto di una Champions senza patemi (per ora), appare solo un lontano parente di quello dei tre titoli europei di seguito. Senza Cr7, ma anche senza un bomber vero e con un Modric inquieto. Così come il modesto River di Primera División che «vanta» ben 17 lunghezze (e 4 gare) in meno rispetto alla capolista Racing, ma non sembra davvero una corazzata con il suo 4-1-4-1. Nei «Millonarios» Ponzio e Pratto sono gli «1»; rispettivamente di mediana e attacco. Ottima squadra in fase difensiva, ma non da titolo iridato…

Per questo si torna a guardare alle outsider. C’è lo «strano» Al Ain (4-4-2 «scolastico» ma efficace) che gioca in casa e ha ambiziose «stelline» che arrivano da fuori. Come gli attaccanti: il brasiliano Caio e l’egiziano El Shahat; il mediano franco-maliano Doumbia e il terzino sinistro giapponese Shiotani. Gente «esterna» al grande giro, ma proprio per questo motivata a entrarci. Come il Kashima Antlers (altro 4-4-2 «secco») che ha un centravanti agile come il carioca Serginho e una seconda punta «velenosa» come il giapponese, Doi. Oltre ai brasiliani Leandro (esterno sinistro alto) e il portatore di palla Leo Silva.

E allora? Nessun pronostico scontato, ma un dato: lo scorso 24 novembre nel minuscolo Municipal di Ipurúa (nel cuore dei paesi baschi) il claudicante Real di Liga è stato «pitturato» con un secco 3-0 dall’Eibar. Come dire che basta distrarsi e…

17 dicembre 2018 (modifica il 17 dicembre 2018 | 17:50)

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