Great Place to Work: tutta l’Europa è Paese con le aziende ospitali


Le imprese che quest’anno si aggiudicano il premio Best Workplaces 2019 evidenziano livelli estremamente alti dell’Indice di fiducia: 81,17%. In queste cinquanta imprese quattro collaboratori su cinque ci dicono che si fidano dei propri capi, fanno un lavoro piacevole ed hanno buone relazioni con i propri colleghi. Ma come si comportano queste 50 aziende nel confronto con le migliori aziende europee? Sono assolutamente paragonabili. Infatti, la distanza tra Polonia o Turchia (79%) e Danimarca (90%) non cos elevata: 11 punti percentuali. La media europea 84% e testimonia come ottimi ambienti di lavoro sono abbastanza simili in tutta Europa.

L’analisi

Quest’anno per, ci si chiesto anche quanto la cultura manageriale di un Paese aiuti le aziende a far meglio. Per fare ci abbiamo approfondito le analisi su alcuni dei pi importanti raccogliendo campioni statistici della popolazione di Italia, Regno Unito, Francia, Svezia, Austria, Svizzera, Germania, Danimarca e Norvegia. L’obiettivo capire il livello di fiducia dei dipendenti dell’azienda media in questi Paesi europei e confrontarli tra loro.
I risultati: i Paesi scandinavi hanno una cultura organizzativa e manageriale maggiormente evoluta, seguono quelli di ceppo linguistico tedesco e infine i latini accompagnati dal Regno Unito. In questa speciale classifica, purtroppo, l’Italia buona ultima a un distacco alquanto marcato sia dai Paesi nordici (24 punti), sia dalle proprie aziende migliori (37 punti). Infatti, mentre in Italia la met dei lavoratori insoddisfatta, tra le aziende dove si lavora meglio i lavoratori soddisfatti sono 4 su 5.

Le origini

Ci siamo chiesti da dove venga questa arretratezza culturale nella gestione d’impresa. Per rispondere a questa domanda abbiamo provato a confrontare due indici internazionali con la media della fiducia appena discussa. L’indice di Sviluppo umano calcolato dal Programma di sviluppo delle Nazioni Unite e sintetizza il reddito pro capite, il livello di scolarizzazione e l’aspettativa di vita. Confrontando questo indice con l’andamento della media nazionale della fiducia all’interno dei luoghi di lavoro, notiamo come i due indici si assomiglino molto (correlazione 0,76). L’Italia purtroppo ultima anche in tale classifica mentre i Paesi scandinavi risultano i pi sviluppati. Stesso discorso vale per l’Indice di felicit che misura il reddito pro capite, il supporto sociale dello Stato, l’aspettativa di vita in salute, la libert di scelta, la generosit e la percezione di corruzione. Esaminando gli stessi 9 Paesi notiamo, anche in questo caso, che le curve sono molto simili (correlazione 0,86).
Cosa ci dicono queste due misure? Che, con tutta probabilit, le condizioni economiche, sociali e ambientali italiane sono molto pi difficili per le nostre aziende che per quelle norvegesi o danesi. Inoltre, ci dicono che le migliori aziende riescono a controbilanciare in maniera pi che proporzionale questa distanza di sviluppo sociale ed economico. Infatti, mentre il gap di fiducia italiano tra la media nazionale e le migliori aziende di 37 punti percentuali, quello della Norvegia di soli 20 punti. Infine, le analisi statistiche ci confermano che le motivazioni del successo dei Best Workplaces italiani deriva dalla migliore leadership, dal bilanciamento del tempo dedicato alla famiglia e al lavoro, e dal livello di innovazione. Si pu quindi asserire che i manager delle migliori aziende italiane abbiano uno stile di leadership pi moderno, pi innovativo e pi inclusivo. Senza dimenticare che questi manager conducono aziende che mediamente crescono nel 2018 del 13,81% annuo mentre i loro colleghi nostrani si devono accontentare dell’1,2%. Che abbiano ragione i primi?
*Amministratore delegato Great Place to Work Italia


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