Gp del Bahrein: la Ferrari ha fatto i compiti per l’esame della verità


La traversata nel deserto, per dimenticare i dolori australiani e cancellare la controfigura di una macchina troppo brutta per essere vera. Domenica in Bahrein il secondo Gp della stagione gi un esame chiave per la Ferrari. Serve una risposta immediata, servono segnali rassicuranti dopo il risveglio con una secchiata in faccia. E va fermata la Mercedes prima che vada in fuga. Come? Ritrovando la SF90 autentica, la monoposto che nei test di Barcellona aveva fatto vedere tante belle cose.

A Maranello hanno chiuso le analisi sul passo falso di Melbourne, all’interno del gruppo guidato da Mattia Binotto prevale il pensiero che i problemi dell’Albert Park non si ripeteranno. Parlare di ottimismo sarebbe esagerato, ma la convinzione che quella pagina sia ormai chiusa. Perch andiamo cos piano?, il team radio di Sebastian Vettel sul finale della gara rimbomba ancora. Sarebbe stato un insieme di fattori a provocare tanta lentezza: la mancata correlazione fra i dati del simulatore e quelli della pista ha portato fuori strada nella ricerca degli assetti e qualsiasi correttivo non ha funzionato. La differenza di prestazioni con la Mercedes emersa soprattutto nelle curve medie e lente, oltre che sui rettilinei. Ma ci sarebbe stata anche la necessit di proteggere il motore a causa di un’errata configurazione aerodinamica del sistema di raffreddamento per il circuito australiano. Questo spiegherebbe l’utilizzo di mappature meno spinte, cavalli in meno, che hanno inciso negativamente pure sul consumo delle gomme facendo saltare gli equilibri di una macchina nata veloce. Malanni passeggeri, sembrerebbe. Tutto questo escluderebbe guai pi seri e ridimensionerebbe i timori sull’affidabilit (che pure esistono), anche se l’ultima parola la dir soltanto l’asfalto di Sakhir. I 5.412 metri del tracciato dove Vettel ha vinto sia l’anno scorso sia quello precedente sembrano disegnati apposta per il test della verit. In passato hanno svelato virt e magagne, una vetrina notturna per misurare le ambizioni iridate.

Il motore conta: dieci cavalli in pi possono tradursi in due decimi guadagnati, le parti ibride lavorano tanto per fornire l’extrapower e per recuperare energia. Non il posto da nascondino, se qualcosa non funziona si vede subito. Servono trazione e stabilit in frenata, doti che la SF90 ha dimostrato di possedere. Nel deserto si capir se la Mercedes quella mostruosa dell’esordio, se lo scudiero Bottas pu sognare in grande. E se Mick Schumacher, all’alba della sua avventura in Formula 2, gi pronto per il salto in F1: dopo la gara, nei test dei giovani, guider l’Alfa. E anche l saranno emozioni.

25 marzo 2019 (modifica il 25 marzo 2019 | 09:04)

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