Governo, via libera al Def: «La flat tax si farà, nessun aumento dell’Iva»


Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di economia e finanza. Lo confermano fonti di governo al termine della riunione. «Il documento conferma i programmi di governo della legge di bilancio e il rispetto degli obiettivi fissati dalla commissione Ue», si legge in una nota di palazzo Chigi. Quindi nessuna nuova tassa e nessuna manovra correttiva. La crescita per il 2019 è fissata allo 0,2%. «Positivo giudizio» di Matteo Salvini «sul Def. La Flat tax si farà, nel documento se ne parla in due passaggi. Non si torna indietro su quota 100, nessun aumento dell’Iva». Secondo fonti di governo, però, ci sarebbe stato un confronto serrato tra i ministri M5S e il titolare del tesoro Giovanni Tria sulle garanzie chieste dai pentastellati per sterilizzare le clausole di salvaguardia che prevedono l’aumento dell’Iva nel 2020 e 2021. Ma la Lega nega: nessuna tensione particolare, anche se i numeri non sono quelli auspicati, «però non mettono in discussione il programma di governo che sarà attuato, anche se a questo punto la realizzazione del contratto richiederà più tempo». La ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno ha invece confermato il «turnover al 100% nelle pubbliche amministrazioni e nessun taglio previsto per i prossimi mesi».

La mancata conferenza stampa

Al termine della riunione, non è stata prevista alcuna conferenza stampa, come da prassi. «Salvini e Di Maio scappano dai numeri: nessuno ci mette la faccia», critica la Pd Anna Ascani.«Dopo il Consiglio dei ministri più breve della storia, premier e ministri sono fuggiti senza aprire bocca sul Def, sui conti pubblici e sul futuro degli italiani per non ammettere il disastro in cui hanno trascinato il Paese», insiste Anna Maria Bernini, Fi.

La bozza

La bozza del Def prevede per quest’anno il Pil a +0,1% e +0,6% nel 2020. Il debito pubblico salirà al 132,7% per calare fra un anno al 131,7%, il deficit aumenterà al 2,4%. La flat tax sarà coperta da una riduzione delle spese fiscali e delle agevolazioni, ipotesi introduzione di due aliquote Irpef del 15 e 20 per cento, a partire dai redditi più bassi. « Il Governo, in linea con il Contratto di Governo, intende inoltre continuare, nel disegno di Legge di Bilancio per il prossimo anno, il processo di riforma delle imposte sui redditi («flat tax») e di generale semplificazione del sistema fiscale, alleviando l’imposizione a carico dei ceti medi. Questo nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica definiti nel Programma di Stabilità», si legge nella nuova bozza divulgata martedì sera. Ancora congelati 2 miliardi di spesa, resta l’aumento dell’Iva per 23 miliardi «nell’attesa di definire misure alternative».


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