Gladiator, il nuovo pick-up Jeep


I numeri parlano chiaro. A ottobre quasi il 65 per cento dei nuovi veicoli immatricolati negli Stati Uniti erano pick-up o Suv. Non stupisce, dunque, se al Salone dell’Auto di Los Angeles (fino al 9 dicembre) la parte del leone tocchi proprio alle due punte di diamante di un settore che anche Oltreoceano attraversa momenti complessi.

FCA ha colto il vento e in California ha portato in anteprima mondiale l’ultimo gioiello di casa Jeep: il pick up 4×4 Gladiator. Il nome altisonante rende bene l’ambizione. Erede della storica famiglia di pick-up Jeep – risale al 1947 il capostipite della Willys Overland – la nuova Gladiator 2020 rompe un vuoto che durava dal 1992, quando usc di produzione la Jeep Comanche (MJ). L’eredit un brand a cui rendiamo omaggio ma sempre guardando al futuro, ha chiarito Chris Benjamin, capo di Jeep Interior Design alla pre-presentazione dell’ultima nata davanti a un gruppo ristretto di giornalisti. Riedizione, super aggiornata, del modello omonimo prodotto negli anni Ottanta, la Gladiator un’estensione della Jeep Wrangler cinque porte arrivata sul mercato italiano da pochi mesi. Al posto del bagagliaio, il retro si allunga con un cassone di 1,5 metri, fino a toccare i 5,54 metri di lunghezza complessiva.

Gladiator, il nuovo pick-up Jeep

La Gladiator nasce dalla ricca e fiera tradizione di robusti e affidabili pick-up Jeep – ha assicurato Tim Kuniskis, Head di Jeep Brand – combina funzionalit, robustezza e versatilit. Un pick-up di medie dimensioni con capacit di traino fino a 3.470 kg e di carico fino a 725 kg – ai vertici della categoria – e il plus unico, all’occorrenza, di una guida totalmente open-air, con la possibilit di abbattere il parabrezza e togliere sia il tetto sia le porte. Di tutto rispetto i dati tecnici: la Jeep Gladiator dotata di due sistemi di trazione – Command-Trac e Rock-Trac, assali Dana 44 di terza generazione, differenziale a slittamento limitato Trac-Lok, barra stabilizzatrice a scollegamento elettronico e pneumatici off-road da 33 pollici. Porte, cofano, cardini, paraurti, portellone posteriore sono realizzati in alluminio leggero che riduce il peso del veicolo e ne migliora i consumi.

Gladiator, il nuovo pick-up Jeep

Ci che fa la differenza, per, rispetto ai molti altri pick-up presenti al Salone, l’inconfondibile look Jeep. Dall’iconica griglia anteriore a sette feritoie fino alla plancia, fedele alla tradizione del marchio e al design orizzontale del cruscotto, in cui stata inserita per la tecnologia del XXI secolo: quadro strumenti con display a Led TFT da 3,5 pollici o 7 e sistema Uconnect di quarta generazione. La chicca? Una telecamera fissata sulla griglia anteriore, disponibile a richiesta sull’allestimento Rubicon, che individua gli ostacoli sui percorsi off-road, indicando al guidatore la traiettoria migliore. L’angolo di attacco di 43,6 gradi, quello di dosso pari a 20,3 gradi, quello di uscita di 26 e un’altezza da terra di 28,2 cm permettono d’altra parte alla Gladiator di affrontare qualsiasi terreno.

Gladiator, il nuovo pick-up Jeep

Due le motorizzazioni: benzina Pentastar V6 da 3,6 litri (285 CV di potenza e 352 Nm di coppia) con sistema ESS, Engine Stop-Start, cambio manuale a 6 marce o automatico a 8, disponibile in Usa dalla seconda met del 2019; e motore EcoDiesel V6 da 3,0 litri (260 CV di potenza e 600 Nm di coppia) con ESS abbinato al cambio automatico a 8 marce, che arriver in Usa un anno dopo. Il lancio commerciale nell’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) sar nel 2020, in Italia l’arrivo previsto non prima della seconda met dell’anno, con tutte le limitazioni collegate all’immatricolazione commerciale che finora hanno relegato i pick-up ad una nicchia molto ristretta di mercato. Prodotta interamente in Usa, negli stabilimenti di Toledo, in Ohio, sar disponibile negli allestimenti Sport, Sport S, Overland e Rubicon, con prezzo ancora da definire.

28 novembre 2018 (modifica il 28 novembre 2018 | 18:56)

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