Giorgetti e Malagò si incontrano: prime prove tecniche di disgelo


Il disgelo era nell’aria, ora è anche nelle parole dei due contendenti. «Abbiamo posto le basi per un compromesso», fa sapere Giancarlo Giorgetti dopo l’incontro con Giovanni Malagò. Il vertice, nell’ufficio del presidente del Coni, al primo piano di Palazzo H, dura un’ora e anche il capo dello sport italiano alla fine è soddisfatto: «Non abbiamo raggiunto alcun accordo, ma discusso in un clima disteso e con spirito propositivo e collaborativo».

La schiarita nei rapporti tra governo e Coni è realtà. Forse anche grazie alle parole di Franco Carraro, mediatore al vertice a cui partecipano l’altro sottosegretario Simone Valente, il vice presidente vicario del Coni, Franco Chimenti, il segretario generale Carlo Mornati e Claudio Matteoli, presidente della federazione italiana Pesca sportiva in rappresentanza degli sport non olimpici.

Il cambiamento, dopo i venti di guerra dei giorni scorsi, è radicale. Il governo è disposto al dialogo e Malagò, spinto anche dalle federazioni più importanti, ha deciso di abbassare i toni e di essere conciliante. «Si è parlato quasi niente di cariche, ma di contenuti. Ci saranno altri incontri, ma sono soddisfatto per i passi avanti che sono stati fatti. E non dico di più per non essere autolesionista». E sbriciolare, in un colpo solo, la cordialità ritrovata. In questo clima un’intesa si può trovare, fanno sapere sia dal Coni che da Palazzo Chigi.

L’impianto della riforma, da inserire nella legge di bilancio, resterà. Ma quando Malagò tornerà dalla missione olimpica a Tokyo, alla fine della prossima settimana, sarà rivisto. Il governo intende mantenere il controllo della futura «Sport e benessere spa» (che dovrebbe sostituire Coni servizi) attraverso la nomina dell’amministratore delegato e anche gestire la cassa. Il Coni però dovrebbe avere voce in capitolo sui cosiddetti criteri di distribuzione.

Giorgetti e Valente avevano iniziato la giornata incontrando a Palazzo Chigi la Lega di A, rappresentata dal presidente Micciché e da Marotta (più Lotito collegato per telefono). La Confindustria del pallone è pronta a investire di più nel calcio di base, il governo deve però rivedere la percentuale del contributo delle società nelle spese legate alla sicurezza e la previsione (inserita nella Finanziaria) di destinare il 10 per cento dei ricavi dei diritti tv ai club che hanno schierato giovani dei vivai. Anche in questo caso incontro positivo, ma accordo da trovare.

23 novembre 2018 (modifica il 23 novembre 2018 | 22:27)

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