Giorgetti a Malagò: «Il vertice del Coni è solo Circolo Aniene»


La battaglia tra Coni e governo sulla riforma del comitato olimpico nazionale continua. Con il presidente del Coni, Giovanni Malagò, «non è una battaglia personale. Ma c’è una anomalia: se guardate le prime cariche del Coni, sono tutte persone che appartengono al Circolo Aniene. Sarà un caso, saranno bravi, ma magari c’è gente competente anche a Forlì…» ha dichiarato il sottosegretario con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, intervenuto allo «Sport Leaders Forum» organizzato presso la sede del Corriere dello Sport.
«Questo – ha aggiunto Giorgetti – vale per il Coni come per i ministeri. Perché non mi dite che negli ultimi 40 anni al Coni ci sono stati tutti angioletti e nella politica invece solo i cattivi: è una favoletta a cui non credo». «Io – ha poi concluso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio – non ho dichiarato guerra a nessuno e non ho motivo di coltivarla. Sono pragmatico e voglio arrivare ai risultati, anzi tendenzialmente evito la ribalta mediatica. Con questo approccio, nel momento in cui si discute nel merito si trovano le soluzioni» ha quindi sottolineato il sottosegretario.

Soluzione

«Se è possibile una soluzione condivisa col Coni? Se Malago’ accetta i principi della riforma» ha spiegato ancora Giorgetti. «È chiaro che cerchiamo una soluzione condivisa. Pensate che lo sport italiano possa funzionare se Coni e governo sono in guerra? Noi vogliamo migliorare lo sport italiano. Incontreremo sicuramente ancora Malagò. Bisogna cercare di migliorare, non è detto che una cosa che funziona bene debba sempre rimanere così. Il mondo evolve, dobbiamo essere al passo», ha aggiunto Giorgetti, parlando poi di un «concorso» internazionale per il manager del nuovo ente che dovrà erogare i fondi alle federazioni.
«Non è la politica che mette le mani sullo sport – ha aggiunto Giorgetti – Con la riforma che abbiamo in mente non vogliamo mettere burocrati alla “Sport e Salute spa” ma manager. Come faremo? Ho in mente una call nazionale, se non internazionale, in cui chi aspira a queste posizioni presenta la candidatura e viene scelto in base a due criteri: la conoscenza sportiva e la managerialità aziendale». «La nuova Coni servizi deve cambiare, avere uno spirito imprenditoriale e allargare l’oggetto sociale – ha concluso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio – La chiave di lettura è questa, con un perimetro di attività che viene ampliato. La preparazione olimpica resterà al Coni, quella è la sua ragione d’essere».

Dirigenti sportivi

«In Italia abbiamo la necessità di dirigenti sportivi, anche all’interno delle federazioni. È un grande buco nero» ha aggiunto Giorgetti. «Lo sport è lo specchio del Paese, l’arte di arrangiarsi ci ha permesso di andare avanti nonostante un contesto ambientale sfavorevole, senza però poter sfruttare le potenzialità – ha sottolineato il -. L’industria dello sport ha delle potenzialità inespresse e su questo bisogna costruire. Ci sono tutte le condizioni per riuscire a mettere a sistema questa potenzialità: per farlo serve la formazione, serve managerialità sportiva. Abbiamo la necessita di dirigenti sportivi. Anche perché lo sport di alto livello può permettere anche di fare soldi, mentre ora si cerca solo di mitigare i danni: non deve esserci più il mecenate, ma l’imprenditore sportivo».

20 novembre 2018 (modifica il 20 novembre 2018 | 20:10)

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