Ginnastica, Simone Biles a pezzi: «Ho pensato di ritirarmi, convivo coi dolori»


A 22 Simone Biles si sente vecchia. La quattro volte campionessa olimpica di ginnastica artistica, reduce dai quattro ori mondiali a Doha e unica nella storia ad aver centrato 13 primi posti iridati, sa di aver quasi chiuso la carriera: «Spero di qualificarmi all’Olimpiade di Tokyo 2020, ma sarà sicuramente la mia ultima».

La statunitense, considerata una delle più gradi ginnaste della storia, a Doha lo scorso anno rientrava dopo due anni di break, necessari dopo i quattro ori e il bronzo di Rio 2016: «La memoria muscolare è sempre presente – ha spiegato durante la presentazione di Gymnastics Superstars, una gara spettacolo organizzata a Londra tra campioni mondiali e olimpici delle diverse specialità in cui lei però farà solo da giudice – Però è diventato difficile tenere il ritmo, a volte».


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Un questione di età e non solo: «Anche a Rio de Janeiro avevamo la squadra più anziana, con un’età media di 19 anni, però siamo stati anche la squadra più vincente. Quindi magari l’età – nella ginnastica femminile, ndt – non ha più il suo picco ai 16. Però per Tokyo spero di qualificarmi e far parte della squadra, anche se sarà più difficile dato che saranno solo in quattro». In ogni caso, dopo il Giappone, la 23enne dirà basta. «Ci sono già state volte in cui volevo smettere – ha spiegato -. Alla fine sapevo quali erano gli obiettivi, e sono stata ripagata».

Parlando, però, a Sportswomen, una rubrica di Sky Sports, ha anche citato una lunga serie di infortuni che la fanno sentire come se il suo corpo stesse «andando in pezzi. Sono sicura che le prossime saranno le mie ultime Olimpiadi: il mio corpo ne ha passate tante, e anche se da fuori non si vede, me lo sento addosso quasi tutto il tempo». Durante l’intervista è inevitabilmente tornata anche sugli abusi sessuali che lei e molte altre atlete della nazionale americana hanno subito dal medico Larry Nassar: «Penso che il fatto di averne parlato abbia dato alle altre atlete un modo di sapere che non erano sole, e che gli abusi accadono, ma che non fossero obbligate a tenere tutto nascosto».

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23 marzo 2019 (modifica il 23 marzo 2019 | 18:42)

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