Ghisolfi scala verso le Olimpiadi –


MILANO – Riparte, con grande slancio, la stagione 2019 per l’arrampicata sportiva italiana. Occhi puntati sulle tappe verso Tokyo 2020, primo appuntamento olimpico per la disciplina, che vedrà gli atleti delle nazionali qualificate gareggiare in una prova tutta nuova, la combinata. Lead, speed e boulder insieme per raggiungere la vetta. La Federazione arrampicata sportiva italiana (FASI) ha quindi un ambizioso obiettivo: portare i suoi campioni a Tokyo e lo farà a fianco de La Sportiva, azienda leader nella produzione di scarpette d’arrampicata made in Italy, nuovo partener che vestirà le nazionali italiane nei prossimi tre anni. Un traguardo che arriverebbe in seguito a un percorso di crescita per la FASI che, di anno in anno, ha visto aumentare i suoi tesserati arrivando a oltre 30mila, tra i quali più di 7mila Under 16, e 250 società. Una disciplina giovane con grandi margini di crescita, ma che ha già, fra le sue fila, campioni di livello mondiale, come Stefano Ghisolfi, torinese, specialista nella lead, secondo posto nel ranking mondiale. Abbiamo chiesto Stefano di raccontarci qualcosa sul suo percorso fino ad oggi e sulle sue prospettive e i progetti futuri.

Prima dell’inizio di una nuova stagione ci si ferma spesso a fare un bilancio di quella appena trascorsa. Nel 2018 si è posizionato al secondo posto del ranking mondiale: come ha vissuto questa stagione e quali sono stati i momenti più significativi?
La stagione 2018 appena trascorsa è stata sicuramente la migliore fin ora per me e, ovviamente, non posso che dirmi soddisfatto per questo secondo posto nel ranking mondiale. I momenti più significativi sono stati la vittoria alla seconda tappa della coppa del mondo a Chamonix in Francia e quella alla quinta tappa a Kranj in Slovenia. 

Inizia la nuova stagione: quali sono i suoi obiettivi per questo 2019 e quali pensa siano gli appuntamenti per lei più importanti?
Rispetto alla scorsa stagione cambiano chiaramente gli obiettivi, perché quest’anno sarà costellato dalle tappe necessarie per la qualificazione olimpica. La mia preparazione, focalizzata sulla lead, dovrà bilanciarsi in modo da risultare funzionale alla combinata, quindi integrando con allenamenti specifici per speed e boulder. Quanto agli appuntamenti direi che saranno molti. Sicuramente i mondiali di Tokyo, primo step di qualifica olimpica, poi in novembre Tolosa, ma anche le gare di coppa del mondo, che richiederanno, sempre in quest’ottica un impegno forte.

Verso Tokyo 2020 una delle sfide più significative sarà sicuramente quella legata alla preparazione della combinata. Come si sta preparando per questa tipologia di prova?
Partirò dai miei punti deboli, ovvero boulder e speed. Si tratta di due specialità che, concentrandomi sulla lead, ho trascurato negli ultimi anni e sulle quali, in vista della combinata, dovrò lavorare molto. Riserverò quindi la seconda parte della stagione al lavoro sulla lead e nella prima parte cercherò di potenziare le altre due specialità.


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