Genoa-Samp, va in scena il derby degli alti e bassi


Alti e bassi. Una citt stretta tra le salite e il mare vive anche cos. Genova e i suoi svincoli micidiali, quelli che incroci anche nel derby di domenica sera. Genoa-Sampdoria la partita di Marco Giampaolo. L’allenatore, dopo tanto lavoro interinale, ha trovato un posto fisso, tre anni fa, alla Samp, per lui un record. Gli va bene cos, anche se in passato sfior (e davvero) le panchine di Juventus e Milan. Sopra l’altra panca c’ Ivan Juric, contratto coordinato e (pi o meno) continuativo con il Genoa di Enrico Preziosi, presidente dal quale almeno per ora il croato ha ricevuto pi di quanto abbia gi dato.

Il derby potrebbe essere anche il crocevia dei ripescati: Genova, citt di mare, il posto giusto. E un posto tra i titolari lo cerca Miguel Veloso, 32 anni, una certa voglia di smettere con il calcio dopo l’esperienza alla Dinamo Kiev, un Europeo saltato nel 2016 dove seduto sul divano vide vincere il suo Portogallo. Poi il ritorno al Genoa di Ivan I, il poco spazio con Davide Ballardini, qualche chance in pi con Juric. L’ultimo allenatore fatto a brandelli dagli artigli del Grifone non si mai preso con il centrocampista amico di Cristiano Ronaldo. Cos Veloso, quest’estate, decise di non far valere l’opzione per il terzo anno di contratto e part per una lunga vacanza con la moglie Paola e i figli, Leonardo e Ginevra. Paola Preziosi una delle figlie di Enrico, il presidente che (nella salute e nella malattia) ha garantito al Grifo la pi lunga permanenza in serie A. Nessuna corsia preferenziale per il calciatore, lo raccontano i compagni e pure i fatti. Vero, quando quest’estate ha pensato di (tornare a) giocare, Veloso ha chiamato il suocero e la cosa andata in porto. Forse sar pi difficile ritagliarsi uno spazio tra i titolari per il derby. Sandro stringe i denti, ieri tornato ad allenarsi, l’alternativa Veloso play basso, a centrocampo. Alti e bassi.

Sulle trequarti della Sampdoria partir Riccardo Saponara. Alla Samp arrivato (anche) per riabbracciare Marco Giampaolo. In blucerchiato ha fatto una gara straordinaria contro Napoli (assist) e Milan (gol e assist). Al Diavolo Saponara passato la prima volta a 22 anni, poi rimasto parcheggiato a Milanello prima di tornare a Empoli. Lo ha lanciato Maurizio Sarri, lo ha consacrato Giampaolo, che in Toscana fece pi punti dell’illustre predecessore. Poi le loro strade si sono separate, con un certo malumore del tecnico e uno spleen neppure troppo nascosto del giocatore. Saponara venne venduto alla Fiorentina nel gennaio 2017 per 9 milioni. Non ha funzionato. E quello spleen divent qualcosa di pi, di peggio. Arrivato a Genova, Saponara raccont: La testa fondamentale, mi sorprende che nel calcio venga ancora tanto sottovalutato questo aspetto. Ho lavorato con un mental coach fino al 2014, prima che andassi al Milan. Ora lavoro con una psicologa. Una volta vivevo le mie emozioni negativamente come un ostacolo, una limitazione. Ora le riconosco, le assimilo pi semplicemente, riesco a sfogarle in prestazioni ed energie. I nemici nella testa, la gioia nei piedi. Ripescato, anche in quel ruolo di trequartista che un calcio pi fisico sembrava aver accantonato. Alti e bassi, domenica Genova gioca, almeno per una notte.

22 novembre 2018 (modifica il 22 novembre 2018 | 21:02)

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