Genoa-Inter 0-4, Icardi ritrova anche il gol (su rigore)


C’è l’Inter e c’è anche Icardi. Maurito è una specie di uragano: provoca l’espulsione di Romero, segna il rigore del 2-0, serve un assist magnifico a Perisic per il 3-0. Un ritorno in grande stile dopo 53 giorni in cui è successo di tutto. Sarà un caso, ma con l’argentino al centro della scena anche la squadra rifiorisce e quasi passeggia sul Genoa, remissivo e involuto, alla terza sconfitta nelle ultime quattro partite. L’Inter è solida e matura, energica e determinata, brillante e dinamica. Il largo 4-0 dentro Marassi rossoblù, dove aveva perso le ultime cinque partite, è una specie di rinascita, forse anche l’occasione per chiudere due mesi di insano autolesionismo. Apre e chiude Gagliardini, che al Genoa ha segnato 4 dei suoi 5 gol stagionali, allunga Icardi, ritrova la porta Perisic. Un tirassegno festoso.

Per i nerazzurri è la seconda vittoria consecutiva in trasferta dopo quella del derby, importante come quella nel derby, persino di più se adesso i protagonisti malsani della storiaccia con protagonista Maurito faranno un passo indietro e si concentreranno sullo sprint finale. Icardi si ripresenta come se niente fosse successo. La bufera, che lo ha investito, non lo ha scalfito. Ritrova il campo e si riprende l’Inter. Neppure il palo, che è un gol sbagliato, lo condiziona. Il rigore, decimo gol stagionale, 123 in nerazzurro come un certo Vieri, non uno qualsiasi, lo lanciano nell’Olimpo. È una notte di festa. La squadra di Spalletti rafforza il terzo posto, soprattutto mette tra sé e il gruppetto delle quinte otto punti. La Champions è quasi in cassaforte.

Il Genoa è al tappeto. Stavolta, dopo una sconfitta (a Udine), non c’è rinascita. La squadra è intimorita e contratta, in sofferenza dal primo minuto, surclassata a centrocampo e incapace di ripartire. L’espulsione di Romero, nell’azione del rigore, cancella anche la possibilità di cambiare faccia alla partita nel secondo tempo. E ora la squadra di Prandelli dovrà guardarsi alle spalle. La vittoria dell’Empoli con il Napoli non è una buona notizia.

È quasi l’Inter migliore quella che sbuca dal tunnel di Marassi, mancano l’infortunato De Vrij mentre Vecino resta in panchina. Gli occhi sono puntati su Icardi, ma Spalletti ripresenta anche Nainggolan dopo oltre un mese in un centrocampo muscolare con Gagliardini e Brozovic mentre Politano e Perisic hanno il compito di allargare la difesa del Genoa. L’Inter mette in fretta le mani sulla partita grazie al giro palla veloce e insistito, al dinamismo di Politano che si mangia Pezzella, alla crescita di Nainggolan, alla forza di Gagliardini. Il centrocampista segna il primo gol con una perfetta incursione a centroarea, lasciando sul posto sia Rolon sia Radovanovic e sfruttando alla perfezione il cross basso da sinistra di Asamoah. Il Genoa non riesce a cambiare l’inerzia della partita, anche perché Lerager e Sturaro, esterni per l’occasione, ma centrali di ruolo, non accorciano mai, lasciando scoperti Pereira e Pezzella. I rossoblù non costruiscono neppure un’azione pericolosa. L’Inter è invece un martello. Il rigore, al tramonto del primo tempo, chiude i giochi. La squadra di casa lo contesta parecchio, ma la trattenuta di Romero su Icardi c’è. Mauro segna dal dischetto, Prandelli toglie Sanabria per Biraschi, trasformando il 4-4-2 in un 3-5-1 giusto per limitare i danni. Ma non c’è più storia. E i tifosi alla fine contestano la squadra.

3 aprile 2019 (modifica il 3 aprile 2019 | 23:11)

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