Genoa, inchiesta sull’acquisto di Brlek: «Assegni scoperti per 800 mila euro»


Si chiama Petar Brlek, ha 24 anni, un buon piede ma non abbastanza buono per essere un campione: vale 2,2 milioni di euro o giù di lì. Forse avrebbe sperato che il suo nome finisse sui giornali per qualche notizia di sport e invece eccolo protagonista inconsapevole e innocente di un’inchiesta giudiziaria. Parliamo di Genoa e di un magistrato, polacco di Cracovia, che ha aperto un fascicolo sul suo acquisto da parte del Grifone, concluso lo scorso anno.

L’accusa è di frode sportiva: assegni scoperti (per 800 mila euro, la quota restante risulta pagata regolarmente) staccati dalla società ligure per strappare al Wisla Cracovia il centrocampista di origini croate, oggi in prestito al Lugano. La notizia è rimbalzata in questi giorni a Genova, perché la procura polacca ha avviato una rogatoria con i pm liguri allo scopo di capirne di più.

Vogliono sentire la versione dell’a.d. rossoblù, Alessandro Zarbano, artefice dell’operazione. Il quale ha respinto ogni accusa: «Con il Wisla nessuna pendenza, tutto quello che dovevamo pagare l’abbiamo pagato — ha dichiarato a Repubblica—. Se il problema è quello degli assegni, erano stati loro a utilizzarne uno a garanzia oltre il termine stabilito e siccome quell’assegno ormai non era più valido, noi avevamo saldato il conto con bonifico». Brlek non lo sa ma in Tribunale si parla di lui.

14 ottobre 2018 (modifica il 14 ottobre 2018 | 21:43)

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