Gattuso tiene duro: «Milan molle, ora via la paura». Ma Donnarumma e Paquetá  saltano la Juve


La squadra nel corso della partita ha perso due titolarissimi, Donnarumma e Paquetá ora a forte rischio per la trasferta di Torino. «Sento dire che siamo sfortunati. Ma qualche volta la jella te la vai a cercare. Da tre partite non riusciamo a vincere, abbiamo l’obbligo di capire cosa è successo negli ultimi 14 giorni». I due infortunati oggi si sottoporranno a controlli: si valuterà l’entità del problema muscolare ai flessori della coscia destra per il portiere e la distorsione alla caviglia per il brasiliano uscito da San Siro in stampelle. Rino si augura di recuperare Kessie alle prese con un’infiammazione al ginocchio e Suso, ieri out per una botta al collo del piede.

Infortuni a parte, contro l’Udinese tutto è girato storto. «Vi avevo sempre detto che non è fondamentale il modulo. Abbiamo giocato con le due punte e il trequartista ma ci vuole tempo per provare gli schemi. Tante azioni in campo sembravano improvvisate. Se non ti prepari, poi risulta difficile assimilare nuovi schieramenti in un giorno e mezzo. Da tre partite, giocando più alti, stiamo facendo qualcosa che non ci piace» dice con eccessiva sincerità Gattuso, forse rivolto anche ai suoi dirigenti, prima di puntare l’indice su un nuovo problema.

«A livello fisico abbiamo fatto fatica. Nel secondo tempo avremmo potuto raddoppiare e invece abbiamo incassato la rete del pari. Non dobbiamo mollare, abbiamo paura. Abbiamo giocato con il freno a mano tirato». C’è chi invoca una prova di carattere ora che il calendario mette di fronte ai rossoneri la Juventus e subito dopo la Lazio. «Macchè orgoglio, ora dobbiamo pensare solo a muovere la classifica. I biancocelesti che devono ancora recuperare la gara con l’Udinese possono superarci». Perciò Rino prova a scacciare le streghe («La palla adesso pesa 100 chili, dobbiamo mettere da parte i timori e sterzare subito. Ora non siamo una squadra») e si appella anche a San Siro: «Ci hanno fischiato solo alla fine, San Siro se vuole sa essere più cattivo».

Reina prova a modo suo ad alleggerire la pressione. «La Champions League per noi è un obiettivo, non un obbligo. Nel calcio non ci sono obblighi». Tudor esulta: «L’ingresso di Okaka ha cambiato la partita, siamo diventati più offensivi. Avremmo potuto segnare due-tre gol ma ci accontentiamo di uscire da San Siro con un punto».

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2 aprile 2019 (modifica il 2 aprile 2019 | 23:25)

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