Gattuso striglia Kessie e Biglia: «Nei prossimi giorni risponderò io a loro»


«Qui non siamo all’asilo Mariuccia» tuona Rino Gattuso nella pancia di San Siro, un’ora dopo che la sua squadra dopo una settimana vissuta con i favori del pronostico è stata schiantata nel derby. Il Milan perde partita e faccia, tradendo nel parapiglia finale fra Kessie e Biglia malumori e nervi tesi. «Suppergiù abbiamo replicato il caso Icardi. A me non interessa se uno gioca bene o male ma quando esce deve salutare il compagno. Non voglio che si faccia del cinema. Per fortuna non ho visto altrimenti mi sarei lanciato anch’io nella mischia» dice Rino e lo sguardo non sembra promettere nulla di buono.

Il fatto

Rewind. Quando Kessie viene richiamato in panchina per far posto a Conti, l’ivoriano evita di salutare il compagno. Furente per la sostituzione il centrocampista viene richiamato all’ordine da Biglia. “Stai calmo” gli dice l’argentino che lo rimprovera per non essere stato rispettoso nei confronti del compagno. “Fatti i ca… tuoi” replica Kessie con tono non proprio amichevole, tanto che Abate, Rodriguez e Zapata sono costretti a tenerlo mentre il team manager Romeo assiste basito. «E’ stata una sconfitta doppia, tecnica e comportamentale» osserva il tecnico rossonero, uno che del senso di appartenenza e della sacralità dello spogliatoio ha fatto i tratti distintivi del percorso professionale. «Ora risponderanno loro, ma nei prossimi giorni risponderò io a loro. Non ci sta. Non è un caso se in questi anni abbiamo fatto fatica, ci vuole rispetto. L’allenatore deve occuparsi della disciplina nello spogliatoio. Sul gruppo e il rispetto della maglia ho costruito una carriera».

Provvedimenti in arrivo

Sull’argomento l’allenatore ritornerà quando la squadra si ritroverà a Milanello. Non è da escludere che verranno presi provvedimenti contro i due giocatori che, pare, a livello comportamentale non leghino troppo (nelle ultime ore sui social gira il video in cui Biglia, goleador a Verona contro il Chievo, viene abbracciato da tutta la squadra tranne Kessie che caracolla a centrocampo). Non è un caso che per ristabilire ordine e regole, Maldini si sia precipitato dai due litiganti ammonendoli a presentarsi davanti alle telecamere per chiedere scusa ai tifosi dopo averlo già fatto alla squadra. «Colpa dell’adrenalina, volevo vincere. Chiedo scusa a Lucas che è più grande di me, al mister e ai compagni le ho già offerte» bisbiglia Kessie. Occhi bassi anche da parte di Biglia. «Il primo responsabile sono io. Lui sa cosa gli ho detto, ci siamo chiariti. Abbiamo fatto una figuraccia non degna per la maglia che indossiamo. Io sono più grande e siamo qui per chiedere scusa al mister e al gruppo. Maldini è venuto a fine partita, ha fatto bene. Ho più anni di Kessie, mi vergogno, dovevo riflettere ed essere più tranquillo». Prima di chiudere la porta di San Siro, Gattuso lancia il diktat finale. «Non dobbiamo anteporre l’io al noi. Sono deluso, da questa storia nei prossimi giorni saprete qualcosa di più». Guai a mettere in dubbio la sacralità del gruppo. Stay tuned.

18 marzo 2019 (modifica il 18 marzo 2019 | 09:57)

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