Gattuso è solo con i suoi fantasmi. L’ultimatum silenzioso del Milan


Gattuso è solo. Con i suoi fantasmi, i suoi dubbi, la sua crisi. Sua personale ma soprattutto del suo Diavolo, che in una manciata di giorni si è avvitato su se stesso e ha clamorosamente buttato via Europa League e quarto posto. Domenica, con qualche ora di ritardo rispetto al solito, il ministro Salvini si è palesato: «Mamma mia come siamo messi male, vincere ogni tanto non mi darebbe fastidio». Su una cosa ha ragione: tre partite senza vittorie (e senza lo straccio di un gol) sono un’enormità per una squadra che punta al quarto posto. Vero che di questo andrebbe chiesto conto anche al remuneratissimo Higuain, inguardabile da due mesi, o a Suso, ultimamente stanco e non più decisivo, o agli stessi dirigenti responsabili di una campagna acquisti estiva che fra i Laxalt e i Castillejo non ha pagato, ma le regole del pallone sono chiare e condivise: la testa che rotola è sempre quella dell’allenatore. Specie quando ha le sue evidenti responsabilità, come in questo caso.

L’ultimatum c’è. Implicito, sussurrato, ma c’è. Rino rischia. E a dimostrarlo è un fatto incontrovertibile: nessuno del club si è fin qui fatto avanti per smentirlo ufficialmente, l’ultimatum. Sarebbero bastate, volendo, tre parole: «Gattuso non rischia». Invece niente, il solito mutismo, come sull’assurda vicenda Montolivo e sulla sentenza Uefa.

C’è di più. domenica a Milanello non si sono visti né Leonardo né Maldini. Una doppia assenza che non è passata inosservata. La verità è che il Milan ha deciso che così non si può andare avanti, il quarto posto è troppo importante, quindi o si riparte o servirà trovare una soluzione diversa. Cioè un altro allenatore. La società non vorrebbe cambiare, prima di tutto perché non ha per le mani un’alternativa convincente, proprio come avvenne a ottobre alla prima crisi, ma lo spettro di un crollo verticale ha mutato lo scenario: Gattuso ha due partite, Frosinone e Spal. Ai due nomi che circolano, Donadoni (occhio al Bologna) e Wenger (che però con Gazidis all’Arsenal si scontrò), si è aggiunto ora quello di Guidolin. Contatti non ce ne sono ancora stati, ma fra lui e Scaroni esiste un datato rapporto di stima, vinsero a Vicenza la Coppa Italia ’97.

Rino o non Rino, gennaio sarà lo snodo della stagione, il mercato di riparazione sarà fondamentale per dare la caccia alla Champions. La rosa è corta, servono rinforzi. Veri, stavolta. Lì toccherà a Leonardo e Maldini, anche se fra multa e pareggio di bilancio entro il 2021 non sarà facile. Era circolata una voce su Lozano, mezzapunta del Psv, ma Raiola smentisce. Si continua invece a lavorare all’ipotesi di uno scambio Higuain-Morata. Sottotraccia, ma si lavora.

23 dicembre 2018 (modifica il 23 dicembre 2018 | 22:14)

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