Fs aumenta i ricavi a 12 miliardi grazie alla fusione con Anas


Il gruppo Ferrovie archivia il 2018 con ricavi a quota 12,07 miliardi di euro e un utile netto di 559 milioni. Lo scorso esercizio quello dove per la prima volta Fs consolida nel proprio bilancio anche le attivit di Anas (l’ex Ente strade integrato nel dicembre del 2017). Il contributo in termini di ricavi operativi e di margini significativo, tanto che il tetto dei 10 miliardi di ricavi viene superato da Fs grazie ai 2,31 miliardi riconducibili al gruppo Anas. Che garantisce al conto economico dell’amministratore delegato Gianfranco Battisti anche una fetta del risultato netto, con 85 milioni di euro provenienti proprio dal business di Anas. Alla voce del risultato netto, come riportato nel documento di sintesi per il 2018, vale segnalare che ai 559 milioni di euro concorrono ulteriori partite straordinarie per operazioni societarie pari a 61 milioni. Un dato che riconduce il risultato netto dello scorso anno a 413 milioni, ossia di poco inferiore ai 424 milioni di risultato netto normalizzato del 2017.

L’integrazione

A dispetto, insomma, degli strali degli attacchi del governo, che nei mesi scorsi ha puntato contro l’integrazione tra Ferrovie e Anas (varata dall’esecutivo Gentiloni), i risultati evidenziano che i due gruppi convivono con beneficio per il conto economico di Ferrovie. Non a caso, Battisti specifica: Anas la riteniamo parte integrante del nostro Gruppo, se la politica non decide diversamente per il momento siamo perfettamente integrati. Tornando al bilancio approvato dal consiglio di amministrazione, presieduto da Gianluigi Castelli, il 2018 evidenzia un valore dell’ebitda pari a 2,5 miliardi (284 milioni sono di Anas) e investimenti pari a 5,87 miliardi. Il 14% dei ricavi ottenuto da attivit all’estero, dove Fs opera principalmente in Germania, Regno Unito, Francia, Olanda e Grecia. Nel settore trasporto, che vale il 58% del fatturato di Fs, l’ultimo anno registra un aumento dei ricavi del 4% a quota 7,9 miliardi e un utile netto di 190 milioni di euro (-25% rispetto al 2017). Il comparto infrastrutture rappresenta il 38% dei ricavi grazie al business della controllata Rfi e al consolidamento di Anas. Per stessa ammissione di Battisti il settore che pi fatica resta il settore merci, dove i risultati negativi delle principali societ operative del Polo Mercitalia pesano sui conti del gruppo.

Il dossier per il rilancio di Alitalia si conferma, infine, la partita pi delicata che Battisti si vede obbligato a gestire. in corso di valutazione e quando saremo pronti lo diremo, spiega l’ad di Ferrovie, limitandosi ad aggiungere che ci sono due condizioni fondamentali: facciamo un’operazione se c’ un ritorno sull’investimento e deve essere un’operazione di carattere industriale. L’importante — specifica — che facciamo operazioni che contribuiscano a creare valore. Questa la condizione essenziale perch si possa definire un progetto. Sul tempi del piano il numero uno di Fs non si sbilancia: Aspettiamo la definizione di cosa fare con Alitalia. Per la parte ferroviaria siamo pronti.


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