Formula 1: la riforma sui sorpassi non funziona, Ferrari lancia l’allarme


Al simulatore di Maranello i piloti lo vanno dicendo da un po’: le nuove regole sull’aerodinamica, in vigore dalla prossima stagione, funzionano poco. Dovrebbero favorire i sorpassi in pista, e quindi aumentare lo spettacolo, ma a quanto pare i risultati sono modesti. La prova definitiva l’avremo soltanto a Melbourne a marzo, forse qualcosa si capirà già prima nei test invernali, ma siccome le monoposto 2019 sono praticamente finite le indicazioni del «ragno» vanno ascoltate seriamente.

È Maurizio Arrivabene a far suonare l’allarme: «Al momento i primi feedback dei nostri piloti dicono che l’obiettivo di far crescere i sorpassi non sarà raggiunto. E stiamo spendendo un sacco di soldi per modificare le macchine». Il team principal della Ferrari lo sottolinea parlando della complicata trattativa sui motori del 2021 e dell’accordo che sostituirà il Patto della Concordia in scadenza nel 2020: «Bisogna sedersi attorno a un tavolo e discuterne perché qui parliamo spesso di budget cap ma vedo invece che i costi aumentano invece di diminuire».
Toto Wolff sposa la tesi di Arrivabene e anche in casa Mercedes trapela la convinzione che il cambiamento l’anno prossimo sarà molto limitato. La riforma aerodinamica, ispirata dal direttore sportivo di Liberty Ross Brawn che manifesta ottimismo, vuole ridurre l’effetto scia, ovvero eliminare quei vortici d’aria che rovinano le gomme di chi segue limitando il numero di tentativi a disposizione per attaccare. Come? Le ali anteriori diventano più larghe e più «semplici» , quelle posteriori anche con il Drs, l’ala mobile, «maggiorato» per aumentarne l’efficacia. Oltre ad altre modifiche meno visibili sulle fiancate.

Ieri la Ferrari ha sfruttato una parte di prove libere (Valtteri Bottas il più veloce davanti a Max Verstappen e Daniel Ricciardo) per raccogliere dati per la prossima stagione. Arrivabene ha svelato anche dettagli inediti sulla nuova monoposto, l’erede della SF71H: «Il motore è stato acceso per la prima volta due settimane fa, il primo telaio è già in produzione e la macchina è stata già disegnata. Sappiamo già tanto in base ai dati e alle previsioni dei computer, solo il tempo ci dirà se abbiamo fatto bene».

24 novembre 2018 (modifica il 24 novembre 2018 | 10:26)

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