Fondi europei per lo sviluppo regionale, il governo potrebbe distogliere fino a 4 miliardi


BRUXELLES C’ una partita tra governo e Regioni che pu arrivare a valere 4 miliardi. Questa sarebbe la cifra che lo Stato “risparmierebbe” se alcune Regioni chiedessero l’aumento del cofinanziamento Ue, diminuendo cos la spesa nazionale, per alcuni programmi operativi regionali e nazionali finanziati dai fondi strutturali europei (il cofinanziamento pu arrivare fino a un massimo dell’80%, mentre oggi oscilla tra il 50 e il 75%). Di fatto verrebbero liberate delle risorse in principio destinane a programmi regionali, con preoccupazione dei governatori che vorrebbero invece vincolare quei fondi ai propri territori. Questo il rovescio della medaglia. Ma andiamo con ordine.

All’inizio dell’anno c’era una preoccupazione diffusa sul ritardo dell’Italia nella spesa dei fondi europei. Preoccupazione che sembra essersi attenuata, come emerso durante la Settimana delle Regioni e delle citt in corso in questi giorni a Bruxelles. La scadenza del 31 dicembre per il raggiungimento degli obiettivi di spesa intermedi dei fondi strutturali Ue per i Programmi operativi 2014-2020 vicina e le Regioni stanno facendo una corsa contro il tempo. Se gli obiettivi non vengono raggiunti scatta il disimpegno dei fondi, che ritornano nel budget Ue. In ballo ci sono 51 programmi italiani, alcuni sono pi avanti (come il Veneto) e altri pi indietro. Nelle scorse settimane il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, ha lanciato l’allarme ritardo e per evitare la possibile perdita di fondi il capo del Dipartimento per le Politiche di Coesione della presidenza del Consiglio, Ferdinando Ferrara, ha scritto a Bruxelles per chiedere la riduzione della quota di cofinanziamento da parte dello Stato nei programmi operativi per le Regioni meno sviluppate e per quelle in transizione (secondo i parametri Ue). Questo significa che il monte complessivo di fondi da spendere entro i termini previsti viene abbassato e dunque diventa pi probabile il raggiungimento degli obiettivi intermedi di spesa.

Per chiedere la modifica del tasso di cofinanziamento le Regioni hanno tempo fino al 15 ottobre ma finora a Bruxelles non sono arrivate richieste. Il Molise sarebbe intenzionato a usufruire di questa opportunit e cos la Sicilia, entrambe in ritardo sulla certificazione delle spese. Ma tra le altre Regioni potenzialmente interessate comincia a sorgere il timore che il risultato finale possa essere un “risparmio” per lo Stato e insieme una perdita di fondi per il territorio con un ridimensionamento dei loro programmi.

9 ottobre 2018 (modifica il 9 ottobre 2018 | 21:52)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/economia.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *