Fmi, Lagarde: «Economia mondiale a rischio. I pericoli? Brexit e guerra commerciale»


Da gennaio l’economia globale ha ulteriormente perso slancio, ma «non prevediamo alcuna recessione nel breve termine»: «Ci aspettiamo una ripresa nella seconda parte del 2019 e nel 2020». Così il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, intervenendo martedì 2 aprile alla Us Chamber of Commerce, la confindustria americana, che avverte: l’attesa ripresa «è vulnerabile». Ci sono «rischi al ribasso, quali la Brexit». «Solo due anni fa, il 75% dell’economia globale stava sperimentando una ripresa economica. Per quest’anno, ci attendiamo che il 70% sperimenti un rallentamento nella crescita».

Insomma, secondo Lagarde, l’economia globale sta vivendo un «momento delicato. Questo significa che non sono dobbiamo evitare passi di politica falsi, ma che dobbiamo assicurarci di fare i passi giusti». Lagarde nel suo lungo discorso ha invitato a evitare passi falsi sugli scambi commerciali e a riformare la tassazione per le imprese. «Le barriere commerciali chiaramente danneggiano gli investimenti e l’occupazione», ha sottolineato il direttore generale del Fmi: dunque, una riforma della tassazione delle aziende è necessaria. «Le nostre analisi mostrano che i paesi non-Ocse perdono 200 miliardi di dollari l’anno con le aziende che sono in grado di spostare i loro profitti in aeree con aliquote più basse», ha sottolineato Lagarde, precisando che questo rende per i paesi in via di sviluppo finanziare gli investimenti nelle persone e nelle infrastrutture.

E poi il nodo della corruzione. Combatterla è necessario, spiega Lagarde, perché «abbassa la crescita, aumenta le diseguaglianze e alimenta la diffidenza» oltre a causare pesanti perdite alle entrate fiscali e ridurre la qualità della spesa pubblica. In un nuovo studio, il Fondo stima che in un gruppo di economie simili, quella con minore corruzione è associata a maggiori entrate fiscali, «con una differenza fino a 4 punti percentuali di pil fra i vari paesi». Il costo della corruzione da sola è di 1.500 miliardi di dollari l’anno, circa il due per cento del pil globale.


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