Flat tax, Iva, Alitalia: le promesse irrealizzabili con i conti in disordine L’Economia in edicola domani gratis


Moneta immaginaria. E’ quella con cui si pagheranno i costi della flat tax allargata, ma anche del mancato aumento dell’Iva e dell’Alitalia, scrive Ferruccio de Bortoli su L’Economia del Corriere della Sera in edicola luned gratis con il quotidiano. Solo per mantenere gli impegni del governo sulla tassa piatta allargata alle persone fisiche (ora per partite Iva e imprese), come previsto dal patto Lega-Movimento 5 Stelle, ci vorrebbero 60 miliardi di euro, nota de Bortoli citando stime non ufficiali: 40 miliardi per la fase uno, con un’imposta del 15% fino ai 50 mila euro lordi di reddito; 10 miliardi per la fase due, cio il 15% fino a 80 mila euro; e altrettanti oltre questa soglia, con un’imposta al 20%. Ma dove sono questi soldi? Non c’ un numero ufficiale. un costo enorme, forse riducibile con l’eliminazione di detrazioni e deduzioni – scrive de Bortoli -. Con il rischio di abbassare, per, i benefici per alcune fasce di contribuenti. Sopprimere il bonus di 80 euro del governo Renzi, oltre che servire a poco, apparirebbe come una tassa in pi. E il ministro Tria, nell’ultimo question time al Senato, ha elegantemente aggirato la questione.

Gli altri servizi

A proposito di tasse, due terzi dei redditi dei lavoratori autonomi sono non dichiarati, mentre solo un quinto dei proventi delle societ sfugge al Fisco, ricordano i dati, elaborati dal settimanale, dell’Agenzia delle Entrate (che ha visto calare l’anno scorso il recupero da evasione fiscale). E se con un fenomeno tanto diffusi sembrano necessarie misure preventive, resta un punto di domanda l’applicazione della web tax, la nuova imposta sui servizi digitali proposta dalla Commissione Ue. Chi sta in bilico fra servizi fisici e online la Tim, che il governo vorrebbe sposa di Open Fiber sulla rete per l’Internet veloce e continua a essere tirata di qua e di l nel balletto fra gli azionisti, il fondo Elliott da una parte con Cdp e i francesi di Vivendi dall’altra. L’amministratore delegato, l’ex Rai Luigi Gubitosi, avrebbe un’ambizione: che l’ex Telecom Italia fosse un’azienda normale. Pi facile a dirsi che a farsi, ma il momento della verit. Se i francesi scalpitano sul traffico dati, i tedeschi che ragionano sul matrimonio fra Deutsche Bank e Commerzbank diventano un modello per le banche. Secondo Alessandro Falciai, almeno, l’ex presidente del Monte dei Paschi: il banchiere che ha trattato con la Ue per tenere a galla l’Mps di Stato. Del risiko riaperto dovr tenere conto anche l’Unicredit di Jean Pierre Mustier, che si prepara al secondo mandato e annuncia un cambio di passo. Di aggregazioni sui motori si occupa invece Carlos Tavares, l’amministratore delegato di Psa. Valuta la fusione con Fca, il manager dell’auto pi potente. L’Economia racconta chi . Altro grande tema quello della televisione, dove sono partite le grandi manovre mondiali: Apple interessata a Netflix, Mediaset al lavoro sul polo generalista con Tf1 (francese) e Prosiebensat (tedesca). La torta in gioco quella ricca della fiction e delle serie Tv. Vi si sta lanciando anche la casa indipendente italiana Indiana Production, quella che ha prodotto il Capitale Umano. Ha siglato l’intesa con gli inglesi per una serie dal Gattopardo, sul settimanale i retroscena e i piani di chi si sta muovendo. Sul fronte dei risparmiatori, ancora il momento per comperare casa, ma i prezzi stanno salendo. Su L’Economia di luned, la mappa per capire dove meglio acquistare, con i prezzi nelle grandi citt.


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