Fiorentina-Bologna, per Montella esordio senza reti contro l’ex Mihajlovic


Un pareggino senza gloria, sotto la pioggia. Zero gol, poche emozioni, molta pioggia. Il ritorno di Montella non è granché. Mihajlovic gioca una partita di contenimento, per non prenderle e alla fine, dopo essere stato salvato tre volte dal portiere Skorupski, rischia di vincere. Anche la contestazione è malinconica: le curva Fiesole va deserta nel primo tempo per lo sciopero del tifo e si riempie un po’ nel secondo, ma i cori contro Della Valle finiscono, come spesso accade, fischiati dagli altri settori dello stadio. Niente di nuovo. Neppure la Fiorentina lo è. Sedici pareggi in campionato. Un record amaro. E non si capisce come l’aeroplanino possa rivitalizzare la squadra in dieci giorni, tanti ne mancano alla semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta, l’unica partita che vale per i viola. Il punto va bene al Bologna che ne mette tre fra sé e il terz’ultimo posto dell’Empoli e Mihajlovic confida che i toscani lunedì sera non facciano punti a Bergamo.

Il primo tempo è pieno di errori. La Fiorentina fa la partita, il Bologna la subisce senza però soffrire troppo. Montella sceglie una specie di 4-3-3 con Ceccherini in difesa preferito a Vitor Hugo, i muscoli di Dabo anziché gli inserimenti di Benassi e in attacco il tridente in cui Chiesa graffia ma è lesto a tornare sulla linea dei centrocampisti per coprire. Il Bologna presenta il solito 4-2-3-1 ma va in sofferenza in mezzo al campo perché Sansone, Soriano e lo stesso Orsolini poco aiutano Pulgar e Poli. La Viola ha due occasioni nella prima parte: Simeone scappa in contropiede, liberato da Gerson ma il suo diagonale viene neutralizzato da Skorupski, abile anche a respingere il tiro secco di Dabo. Alla Fiorentina manca quasi tutto: il ritmo, l’intensità, la qualità. Biraghi è l’emblema delle difficoltà viola: i suoi quattro cross nel primo tempo finiscono regolarmente tra i piedi e sulla testa dei difensori del Bologna.

Il secondo tempo è sulla falsariga del primo. Chiesa ci prova due volte ma progressivamente si spegne, Muriel si accende a tratti e con un tiro cross colpisce il palo. Montella prova a cambiare spartito inserendo prima Mirallas per Simeone e poi Benassi per Gerson. Cambia niente. Sussulti per due sospetti rigori, il primo su Muriel, l’altro nell’area avversaria su Palacio, entrambi trasformati da Giacomelli in cartellini gialli per simulazione. Resta il fatto che la Fiorentina non sa più vincere, non succede da due mesi e in casa da quattro. E alla fine rischia pure di perdere a causa di un disimpegno sbagliato di Veretout: Lafont ci mette una pezza respingendo il tiro di Orsolini.

14 aprile 2019 (modifica il 14 aprile 2019 | 17:30)

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