Fintech, in banca o al supermercato? L’Europa studia come regolare l’invasione di Amazon & C.


La travolgente avanzata delle nuove tecnologie nel campo del credito, sta allarmando le banche che hanno perso alcune aree di generazione di profitto, su tutte quella dei pagamenti che si ridotta in modo consistente. Ma bit e smartphone hanno fatto suonare la sveglia anche nelle ovattate sale della Commissione europea, chiamata a disegnare un profilo di attualit normativa per un settore che altrimenti rischia il collasso.

Antonella Sciarrone Alibrandi, pro rettore dell’Universit
Antonella Sciarrone Alibrandi, pro rettore dell’Universit Cattolica di Milano, unica italiana nel Rofieg, il comitato di esperti voluto dalla Commissione europea per ridisegnare le regole del credito alla luce delle nuove tecnologie informatiche

Quella che era una foresta pietrificata rischia di essere spazzata via dalle capacit digitali di piccole societ, che attraverso soprattutto il mondo dei social, sono riuscite ad accreditarsi con ampie fasce di popolazione, minando la capacit futura di generare reddito da parte degli istituti tradizionali. Entro la fine del 2019, un gruppo di lavoro dal nome non immediato (Rofieg, ovvero un expert group on Regulatory obstacles to financial innovation), voluto dalla Commissione europea e composto da una ventina di delegati (5 rappresentanti delle autorit europee, docenti universitari, esponenti del mondo delle banche, della Borsa e del fintech), dovr presentare un Libro Bianco sul mondo del credito alla luce della innovazione tecnologica, con un focus particolare su pagamenti, clearing e settlement.

Ci incontriamo a Bruxelles una volta al mese – spiega Antonella Sciarrone Alibrandi, pro rettore dell’Universit Cattolica di Milano, dove insegna nelle aree del Banking e dell’Insurance oltre a Istituzioni di Diritto Privato ed l’unica italiana nel gruppo di esperti voluto dalla Commissione – ma abbiamo molti compiti a casa. L’obiettivo dare alla Commissione europea e al Parlamento che verr eletto il 26 maggio una mappatura il pi precisa possibile delle implicazioni che l’attivit delle cosiddette fintech ha e avr nell’architettura del credito, cos come siamo stati abituati a conoscerlo.

Uno dei nodi al centro dell’osservazione del gruppo Rofieg l’accesso al mercato da parte delle startup del fintech. Sui mercati del credito – dice Sciarrone Alibrandi – abbiamo assistito all’entrata di operatori sprovvisti di licenze bancarie, ma portatori di significative innovazioni. La domanda che ci poniamo come Rofieg come tutelare il business esistente e al contempo regolare i newcomers senza sommergerli di regole. Trovare insomma il giusto mezzo per consentire l’accesso al mercato da parte di nuovi operatori capaci di portare innovazione, ma al tempo stesso garantire i diritti di chi gi sul mercato e si trova a operare, sui mercati del credito, rispondendo a una quantit di norme che poche altre industrie sono chiamate a rispettare.

Lo sviluppo tecnologico lascia intravvedere scenari potenzialmente preoccupanti. Se gi oggi molti movimenti di Borsa sono regolati da software che agiscono in automatico al realizzarsi di determinate condizioni, che cosa potr accadere in un domani ormai prossimo nel campo dello scoring? Ovvero, la determinazione del merito di credito, che apre o chiude il portafoglio dei finanziamenti, se verr interamente delegata alle macchine, rischia di avviare alla rottamazione la tradizionale relazione tra istituto di credito e clientela. Il rischio concreto – sottolinea Sciarrone Alibrandi – perch oggi si dispone di molti pi dati rispetto a un tempo e di diversa natura. E sulla base di questi dati facile immaginare che si possa rapidamente pervenire a una decisione di finanziamento completamente automatizzata. Tecnicamente credo sia gi possibile. Ma si pu fare? E soprattutto, in caso di errore come si interviene sull’algoritmo? Lo stesso vale per i roboadvisor, i consiglieri di investimento. Se il consiglio sbagliato, di chi la colpa, della macchina?.

Interrogativi pesanti e comuni a tutte le banche che parlano di innovazione. Anche sul concetto di nuovo operatore si stanno interrogando in ambito Rofieg. I famosi Gafa, acronimo di Google, Amazon, Facebook e Apple, con il patrimonio di dati che sono riusciti a controllare, potrebbero considerarsi newcomers nel momento in cui decidessero e in alcuni casi hanno gi deciso, di offrire servizi di credito? Il modello anglosassone che si sviluppato in questi anni – dice Sciarrone Alibrandi – lascia spazio ai nuovi attori per svilupparsi in difetto di normativa. Poi per al momento di un necessario allineamento, molti soggetti si dimostrano incapaci di tenere il passo con il mercato e questo porta a un tasso di mortalit aziendale elevatissimo. Non basta. Il complesso di norme Psd2 la base che ha introdotto il concetto di Open Banking. E l’idea di una banca as a platform, prevede che i dati del singolo cliente siano cedibili a terze parti. Cos l’istituto di credito – avverte Sciarrone Alibrandi – diventa sempre pi simile a un supermercato, un rivenditore di servizi e di prodotti realizzati da altri. Un fatto questo che scardina le categorie tradizionali, anche per chi chiamato a fare le regole. La banca modulare che si sta configurando davanti a noi dovr scegliere di cosa essere responsabile. Se tratta la fornitura di un servizio per la clientela, lo standard della proposta dovr essere al livello degli standard della banca, anche se ci limitiamo agli aspetti relativi alla sicurezza. davvero un mondo nuovo e in Italia ci sono progetti molto avanzati in questa direzione, come Fabrick del gruppo Sella.

In tutto questo, aggiunge Sciarrone Alibrandi va considerato il principio della neutralit tecnologica, che valso in un contesto diverso dall’attuale. Un tempo ci si trovava davanti a una soluzione tecnologica, oggi a un paradigma tecnologico e la differenza profonda. Resta la partita pi importante, ovvero il coordinamento necessario a livello comunitario. evidente – conclude Sciarrone Alibrandi – come si imponga la necessit di una strategia a livello europeo non limitata a livello nazionale. La frammentazione infatti dannosa e anche la norma sulle Blockchain, del cui inserimento si parla in Italia nel decreto semplificazioni, va pensata bene, perch rischia di peggiorare le cose anzich migliorarle. Il lavoro non manca: prossima riunione del Rofieg marted 19 febbraio.

11 febbraio 2019 (modifica il 11 febbraio 2019 | 10:53)

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