Fine d’anno europeo: termina il Qe e la moneta unica compie vent’anni


Luned 31 – Finisce il Quantitative easing

In Italia tutti – tranne Mario Draghi, sia quando sta a Francoforte sia quando torna da queste parti – nelle ultime settimane hanno accuratamente evitato di parlarne. D’ora in poi non sar pi possibile far finta di nulla: il Quantitative Easing ormai parte integrante del cassetto degli attrezzi permanenti della Bce, per dirla con le parole dello stesso presidente della Banca centrale europea, ma per ora finisce in magazzino. Noi vediamo come ce la caviamo, scriverebbe il maestro Marcello D’Orta, senza l’ombrello protettivo dell’istituto.

Marted 1 – L’euro compie 20 anni

Chi ne vuole uscire (o dice di volerlo fare), chi non mai entrato. Chi lo brucerebbe, chi vorrebbe rafforzarlo. L’euro compie vent’anni e su una cosa tutti, detrattori e sostenitori, sono d’accordo: qualche riforma va fatta. Per la sintesi rileggersi il discorso che il succitato Mario Draghi, custode della stabilit, ha pronunciato alla Sant’Anna di Pisa poco prima di Natale: L’Unione monetaria stata un successo sotto molti punti di vista. Allo stesso modo, dobbiamo riconoscere che non in tutti i Paesi sono stati ottenuti i risultati che ci si attendeva: in parte per le politiche nazionali seguite, in parte per l’incompletezza dell’Unione stessa, che non ha consentito un’adeguata azione di stabilizzazione ciclica durante la crisi. Ora, quindi, occorre disegnare i cambiamenti necessari e realizzarli il prima possibile. Attenzione, per, a non offrire appigli ai sovranisti d’Europa: questa volta, spieghiamone bene l’importanza a tutti i cittadini europei.

Marted 1 gennaio – La Romania, lo Stato di diritto e la presidenza di turno Ue

l’esordio della Romania alla presidenza di turno dell’Unione europea. Non ci arriva sotto buoni auspici. Solo un mese e mezzo fa, il 13 novembre, l’Europarlamento ha approvato una risoluzione contro Bucarest: nel mirino lo Stato di diritto nel Paese, con i tanti dubbi rafforzati dopo – si legge nel testo-denuncia spedito da Strasburgo – l’intervento violento e sproporzionato delle forze dell’ordine alle proteste dell’agosto scorso nella capitale. Il governo guidato da Vasilica Viorica Dncil ha naturalmente respinto ma adesso, con la presidenza di turno, che potr/dovr dimostrare di essere quello che dice: un partner attendibile e affidabile. E che rispetta lo Stato di diritto.

Marted 1 gennaio – Bolsonaro, la prima volta dell’estrema destra in Brasile

Dal Partito dei lavoratori, travolto dagli scandali che sono costati il carcere a Luiz Incio Lula da Silva e la carriera a Dilma Roussef, a una forza politica in cui si riconoscono in particolare i grandi proprietari terrieri. Dai primi presidenti di sinistra, al primo presidente di estrema destra, anzi: nostalgico dichiarato del ventennio abbondante di dittatura militare (dal 1964 al 1985). Insomma: sembrava impossibile e, invece, alle elezioni di ottobre Jair Bolsonaro ha sedotto 54 milioni di brasiliani. Si insedia oggi al Palacio do Plnalto.

28 dicembre 2018 (modifica il 28 dicembre 2018 | 13:16)

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