Fierro, l’otorino che regala la voce a chi non parla –


È l’otorino che prima di tutti, un giorno di 30
anni fa, iniziò a raccogliere i “pizzini” e a
dare voce a quei messaggi scritti in ospedale da malati esausti.
Ora, con i biglietti diventati un metodo (non solo suo) per
interagire e in pugno il programma del movimento per le cure
democratiche cui ha aderito da studente fino ad assumere
l’incarico di vicepresidente nazionale, Paolo Fierro mostra
il dolore tracciato sulla carta per dire quant’è
profonda la crisi nell’assistenza: «A Napoli e nel Sud
Italia più di altre regioni».

L’ultimo contributo su un bloc-notes che ha conservato:
«Vi prego, non mandatemi a casa se non si è risolto il
problema della gola». Perché può bastare un
foglio, e una penna carica di inchiostro, quando le parole mancano,
per pronunciarle d’un fiato: «Dottore, con questo tubbo
nel naso mi sento lo stomaco arrostuto». «Aiutatemi e
ditemi come si deve fare per fare uscire l’aria dalla
bocca». «E se la perssona che sta vicino amme corre il
rischio di infettarsi è mia moglie…». «Paolo,
non sai quante volte mi prende lo sconforto e piango da solo come
un bambino…».




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Venerdì 19 Ottobre 2018, 09:03 – Ultimo aggiornamento: 19-10-2018 09:38
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