Ferrovie, le tre condizioni per Alitalia Partner, prezzo e il «sì» dell’Europa


È un’offerta vincolante per il 100% di Alitalia. È sul tavolo del consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato che oggi dovrebbe dare il via libera alla proposta di acquisizione della compagnia entro il termine della procedura di amministrazione straordinaria prevista per domani. Il board si è riunito anche ieri per discutere dell’ingresso nel capitale del vettore fallito tre volte negli ultimi nove anni. Gli advisor di Ferrovie dello Stato (lo studio legale Cleary Gottlieb, Mediobanca per la parte finanziaria) hanno lavorato per stendere l’operazione di rilancio. Gli avvocati dello studio Cleary Gottlieb hanno elaborato la lettera di formalizzazione dell’offerta che prevede una serie di condizioni.

1) La presenza di un partner industriale che possa sostenere la strategia della compagnia carente sul lungo raggio. I nomi sono sempre gli stessi (Lufthansa, Delta Air Lines, easyJet) interessati alle potenzialità del mercato Italia. Si fa strada l’ipotesi di un coinvolgimento di Leonardo che potrebbe entrare nella newco con una quota di minoranza.

2) Una congrua valutazione della compagnia e dell’impegno finanziario con cui partire per dotare Alitalia della cassa per gestire l’operatività dei primi mesi. Le stime oscillano tra i 100 e i 300 milioni di euro ma le variabili sono molteplici. Dal valore della flotta a quello del marchio, fino al 25% del programma MilleMiglia. Su quest’ultimo dossier i commissari straordinari di Alitalia — Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari — stanno trattando con l’ex socio Etihad per rilevare l’altro 75% per una cifra tra i 30 e i 50 milioni.

3) Il via libera da parte dell’Unione europea alla conversione del prestito-ponte di 900 milioni di euro in capitale. Condizione imposta dal ministero del Tesoro, azionista di controllo di Ferrovie dello Stato, che avrebbe già chiesto un parere alla direzione generale per la concorrenza della Commissione Ue. Sostiene una fonte da Bruxelles che gli interessi del prestito-ponte da dover corrispondere allo Stato (oltre 100 milioni di euro) rischiano di rendere la conversione impraticabile perché il mancato ristorno configurerebbe una concorrenza sleale nei confronti delle altre compagnie.

4) Il supporto finanziario di Cassa Depositi per l’acquisto di nuovi aerei. A condizioni di mercato come prevede lo statuto di Cdp a tutela del risparmio postale degli italiani.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

29 ottobre 2018 (modifica il 29 ottobre 2018 | 21:29)

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