«Ferito da un coltello», si infittisce il giallo del cameraman morto –


Si infittisce il mistero sulle cause della morte di Mario Barone,
il cameraman 56enne di San Giorgio a Cremano spirato sabato scorso
in rianimazione al Cardarelli dopo una lunga via Crucis in tre
ospedali e ben tre operazioni subite. Sarà l’autopsia,
disposta dal pm della Procura di Napoli che ha aperto un fascicolo
sulla vicenda, ad accertare i motivi del decesso e anche ad
appurare se si sia trattato di un caso di malasanità. Pista
che sembrano seguire con crescente convinzione familiari, colleghi
e amici della vittima, che chiedono giustizia. Ma intanto emergono
nuovi elementi sulla corsa dell’uomo al pronto soccorso
dell’ospedale Sant’Anna di Boscotrecase lo scorso 2
ottobre, circostanze che gettano ombre sull’accaduto. Al
Sant’Anna Barone non sarebbe arrivato con un blocco
intestinale, come emerso dalla prima ricostruzione che circola tra
amici e conoscenti, bensì con un coltello da cucina
conficcato nell’addome. Ad accertarlo i carabinieri della
Tenenza di Ercolano, che hanno riferito che la mattina del 2
ottobre alle 8 il 56enne è stato trovato dalla compagna
Maria Cosenza e dalla figlia di lei riverso sul pavimento della
cucina, nella loro casa ad Ercolano, con un coltello infilzato nel
torace.

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Martedì 6 Novembre 2018, 07:00
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