Fenomenologia dello sport: il Festival di Trento 2019 alza la posta


Questa storia di sport inizia attorno a un tavolo, a una cena, non molto lontano da qui, una sera d’inverno del 2016, dopo la mitica 3Tre di Madonna di Campiglio. La genesi la racconta Gianni Valenti, vicedirettore vicario della Gazzetta dello Sport: «Finisce la gara, ci troviamo a mangiare qualcosa ed ecco che arriva l’intuizione: ma perché non organizzare un Festival dello Sport?». Due anni dopo la kermesse rosa non è più un progetto ma una solida realtà, giunta già alla seconda edizione, che si terrà sempre a Trento da giovedì 10 a domenica 13 ottobre.

Quattro giorni, uno in più dell’anno scorso, visto che con gli eventi stavolta si parte già al giovedì: è una delle novità, una delle tante. Il tema, o meglio il filo conduttore dell’edizione 2019, è stato svelato martedì nel corso di un’affollata conferenza stampa al Muse, il museo della scienza e dell’evoluzione umana: «Il fenomeno, i fenomeni». In attesa di conoscere i nomi dei presenti, che saranno di altissimo livello, va precisato che la formula (vincente) firmata Rcs resta intatta: dibattiti, incontri, interviste, workshop per parlare di sport e camp per praticarlo insieme ai campioni. Tutto rigorosamente gratuito.

L’orgoglio di Andrea Monti, direttore della Gazzetta: «Di questo Festival si è parlato anche all’estero, è stato un successo internazionale, un evento che rappresenta un’importante occasione per diffondere nel Paese la cultura sportiva. Ripetersi non sarà facile ma ci proveremo, anche perché superare se stessi è l’essenza dello sport. Una cosa è certa: non ci può essere territorio migliore». Accanto a lui il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, sorrideva soddisfatto: «Abbiamo avuto il bel problema di gestire in corsa il successo, ma è stato bello così». Pubblico e privato a braccetto, per migliorare il risultato del 2018. «L’asticella si è alzata — hanno ammesso gli organizzatori — ma è uno stimolo affascinante».

Cosa ci sia dietro alla scelta del tema «Il fenomeno, i fenomeni» lo spiega Gianni Valenti, vicedirettore vicario della Gazzetta e direttore scientifico del Festival: «L’anno scorso scegliemmo come fil rouge il record. Le parole chiave del 2019 forse sono ancora più impegnative. Cos’è un fenomeno? Nello sport questo sostantivo è assegnato a personaggi straordinari, a campioni che nel Dna hanno anche una parte di genio, o forse follia, e che per questo diventano iconici. Il fenomeno al singolare può essere un campione ma anche una squadra, una grande nazionale, o un evento di spessore internazionale, al quale tutti vogliono partecipare».

Avranno uno spazio consistente gli e-sports, sempre più diffusi e non solo fra i ragazzi. L’anno scorso fu un successone: da Ancelotti alla Pellegrini, da Agostini a Guardiola, fino a Messner e Steve Nash, in tutto 115 eventi, 198 ospiti, 500 giornalisti accreditati, 50mila persone presenti nelle sale, nelle piazze e per le vie della città, con il 97% degli appuntamenti col tutto esaurito.

«Un contenitore straordinario — ha aggiunto Raimondo Zanaboni, direttore generale Rcs pubblicità — dove le aziende possono raccontarsi. Per questo stanno dimostrando un grande interesse e sono sicuro che faremo di questo Festival qualcosa di memorabile». Ottobre sembra lontano, in realtà non lo è. Per ora gli ospiti restano top secret, anche se basta leggere il tema per capire che i nomi forti non mancheranno. Trento si prepara. Sarà un’altra grande festa. Il conto alla rovescia è iniziato.

29 gennaio 2019 (modifica il 29 gennaio 2019 | 22:51)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/sport.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *