Fca non venderà l’auto: allo studio accordi con un gruppo tecnologico


La famiglia Agnelli non venderà l’auto. Ma per lo sviluppo futuro della società nata nel 1899 come Fiat (Fabbrica italiana automobili Torino) sono tre le ipotesi al vaglio della famiglia fondatrice. Lo sostiene il Financial Times in un articolo dedicato al futuro di Fca, secondo cui il presidente John Elkann starebbe lavorando: accordi per piattaforme di condivisione di ricerca e sviluppo con i competitor, fusione o, in alternativa, unione con un grande gruppo tecnologico. Il Financial Times definisce Elkann «baluardo della dinastia Fiat» e «il perfetto modello di un moderno industriale globale». «Secondo alcune speculazioni — aggiunge il quotidiano — le intenzioni di Elkann sarebbero quelle di uscire dal business dell’auto e assicurarsi che la famiglia continui a crescere almeno per un altro secolo» ma al tempo stesso, persone a lui vicine riferiscono che «non venderà». «Elkann — ricorda il Financial Times — ha cercato un legame nel settore automobilistico per diversificare il rischio dal 2015, quando Fca è stata respinta dalla General Motors». Elkann — dice ancora il Ft — descrive gli anni dopo la scomparsa di suo nonno come «terribili» e ricorda che Fiat ha attraversato un momento molto difficile, cambiando quattro amministratori delegati dal 2002 al 2004. Ora Elkann è concentrato sulla guida di Fca in un momento in cui l’industria è sotto pressione per via della disruption tecnologica e il crollo delle vendite in Cina. L’articolo mette in risalto «pragmatismo, glamour, senso del dovere e relazioni internazionali» del presidente di Fca ed Exor, definito «l’industriale moderno che lavora per far durare la dinastia Fiat».


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