Falco Pellegrino riprende il volo «Per migliorare ho studiato CR7»


Quass in Finlandia l’autunno non arrivato. A Rovaniemi ci siamo allenati su una striscia di neve tra i prati, a Ruka sabato debutter la Coppa del Mondo in condizioni simili. sempre buio e grigio. Meno male che ci sono le azzurre a tenerci compagnia.

L’uomo non di legno e il fondista non ragiona solo di scioline. Pellegrino Federico da Nus (Aosta), soprattutto, svezzato da pap Enrico con le videocassette del mitico oro in staffetta a Lillehammer (22 febbraio ‘94: il saltino, hop, di Fauner in faccia al mostro Daehlie), poi cresciuto con passo pattinato e testa pensante. Lanciato dall’oro iridato a Lahti 2017, consacrato dall’argento olimpico a Pyeongchang, il falco l’uomo sprint pronto a trainare l’Italia rivoluzionata post-Giochi verso il Mondiale di Seefeld 2019.

Federico, ci eravamo lasciati in Corea del Sud. Cosa successo dopo?

Chiuso un quadriennio fantastico, con risultati che mai avrei immaginato, si aperto un nuovo capitolo. La riorganizzazione del fondo, affidato al d.t. Marco Selle, ha portato pi al centro le ragazze, che erano state dimenticate. Si lavora in modo diverso.

Con Selle c’ una direzione agonistica unica: ora abbiamo chi cura in modo esclusivo i nostri interessi.

Ha portato Saracco, suo ex allenatore, in Nazionale al posto di Chenetti.

L’approccio atleta-tecnico cambiato: Saracco parla e coinvolge di pi, Chenetti funzionava bene con chi non aveva bisogno di nessun altro che di se stesso.

Il totem Franco Nones, primo oro azzurro (Grenoble ‘68), le suggeriva un allenatore del Grande Nord.

Ci ho pensato, dopo la Corea. Avevo anche meditato una mossa alla Paltrinieri: andare in Norvegia, Svezia o Finlandia all’universit dei grandi campioni. Poi partito il progetto Selle, la soluzione migliore. E poi l’inserimento norge ce l’abbiamo: Magnar Dalen, consulente.

Sono molto fiducioso. Ovvio che non ci si pu aspettare di arrivare sempre sul podio, ma per il prossimo quadriennio vedo idee chiare. L’obiettivo l’oro a Pechino 2022.

Cosa rimasto dello sfogo di Pyeongchang (Sono cresciuto senza riferimenti)?

Lo dicevo da quattro anni. Ho cominciato a Sochi 2014, quando il sistema Fauner ha toccato il fondo. L’argento di un Piller 36enne a Vancouver ha spostato il problema e poi Pellegrino, coi risultati, ha coperto le magagne. Ma gli altri? Si era seminato nulla….

la staffetta che misura la forza di un Paese e in Corea l’Italia ha chiuso settima.

Ai Mondiali l’obiettivo centrare i top 5. Russia e Norvegia sono imprendibili, con gli altri ce la giochiamo. Stiamo crescendo, con il giovane Stefan Zelger, classe ‘95, che scalpita. In Coppa, bench si siano inventati la 4×7,5 (che un altro sport!), ambiamo al podio.

In Austria ci sar un oro in sprint da difendere.

Figuriamoci se mi tiro indietro! Ci arrivo con il pettorale di campione del mondo, Ustigov e Klaebo non spariranno nel nulla e spunteranno altri galletti rampanti, tipo Bolshunov. Gli anni passano: sono meno giovane ma ho pi esperienza.

L’idea delle nozze con la collega Greta Laurent non la sfiora?

Tanto per cominciare ci vedremo di pi in squadra, e questo far bene a entrambi. E poi psicologicamente mi sento cresciuto. Ho lavorato con Vercelli a Torino e ho capito una cosa: per inseguire i miei obiettivi sportivi ho vissuto troppo in fretta. Ecco, ho deciso di dire stop.

Con Greta, per dire, stiamo ristrutturando casa a Gressoney: creiamo una sauna, un nostro vecchio sfizio. Ed eccoci al grande passo: perch no? Forse arrivato il momento di pensarci….

E la sua Juve? Con Cristiano Ronaldo vola.

Ero allo Stadium per Juve-Real di Champions, quella della rovesciata di CR7 da nemico. Non gli ho tolto gli occhi di dosso per 90 minuti: come correva, come respirava, come ottimizzava le energie. stato come andare a scuola. Impressionante.

21 novembre 2018 (modifica il 21 novembre 2018 | 22:08)

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