Fabbriche e modelli, Fca svela il piano 500 elettrica a Torino, Suv a Pomigliano


TORINO «Gli investimenti sono già lanciati, partiamo domani mattina». La risposta che tutti attendevano da Fca finalmente è arrivata. E a darla ieri è stato Pietro Gorlier, nuovo responsabile area Emea del gruppo. Il Lingotto ha deciso di accelerare sul piano industriale 2018-2021 e lo fa partendo dall’Italia su cui ha puntato 5 degli 8 miliardi stanziati per la macroregione Europa – Medio Oriente – Africa. Risorse che si tradurranno in una spinta all’alimentazione alternativa, rinviando l’uscita del diesel («Abbiamo pensato che nel 2021-22 fosse troppo aggressiva», ha considerato Gorlier), e in 13 tra modelli e restyling di cui 4 nuovi in partenza subito.

A Melfi verrà introdotta la versione europea della Jeep Compass «Phev» (ibrida elettrica plug-in); Mirafiori invece rivede il grande sogno di Dante Giacosa con il ritorno della 500, completamente elettrica: sarà in strada dal primo trimestre 2020. «Mirafiori rappresenterà la prima installazione della piattaforma full Battery Electric Vehicle (Bev) che sarà applicata sulla nuova Fiat 500 e che potrà esser usata per altri modelli a livello globale», ha detto l’ad Mike Manley dopo l’incontro di ieri con le sigle sindacali a Torino. A Cassino si produrrà il modello medio della Maserati, mentre da Pomigliano uscirà il nuovo Suv compatto Alfa Romeo, dove nascerà pure una Panda «Mhv» (con motore elettrico accoppiato all’unità termica). A Termoli saranno prodotti propulsori benzina FireFly 1.0 e 1.3 turbo, aspirati e ibridi. «Stiamo lavorando a qualche attività di produzione nei nostri stabilimenti di meccanica di parti di tecnologia ibrida o elettrica — ha rivelato ancora il responsabile Emea —. Vedremo se così avremo maggiore efficienza». Annuncio singolare dopo la vendita di Magneti Marelli.

«A Modena sono confermati Maserati GranTurismo e Cabrio e arriveranno le nuove generazioni di specialty cars di Maserati e Alfa Romeo — ha aggiunto Gorlier —. E già dalla prossima settimana incrementeremo la capacità produttiva di Sevel ad Atessa dove costruiamo il Ducato, tanto che prevediamo nuove assunzioni». Ed è infatti questo il traguardo a cui ambisce il piano: la piena occupazione nelle fabbriche di qui al 2021. Quanto alla scadenza degli ammortizzatori sociali nelle fabbriche italiane, Gorlier non si sbilancia: «È prematuro. Stiamo mettendo a punto le tempistiche e vedremo le situazioni stabilimento per stabilimento».

«Si tratta di un piano di sviluppo in un contesto difficile in cui, per esempio, l’industria automotive statunitense sta avviando delle significative riduzioni di personale», ha fatto eco Rocco Palombella della Uilm. Scettica la leader della Fiom Francesca Re David: «Per fare un nuovo modello ci vuole un anno, un anno e mezzo, con gli ammortizzatori sociali che scadono a settembre del 2019. Una cosa è certa: la cassa integrazione in Fca continuerà fino al 2021 mentre doveva essere finita già da un paio d’anni».

30 novembre 2018 (modifica il 30 novembre 2018 | 09:53)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/economia.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *