F1, Vettel: «Voglio uscire da qui inseguito dagli avversari»


Sconvolto, perch mercoled erano insieme in pista e camminando attorno al circuito parlavano delle prime curve. difficile accettare che una persona non ci sia pi nel giro di poche ore, lui poi era cos gentile e disponibile. L’improvvisa scomparsa di Charlie Whiting, storico direttore di gara e figura chiave della Fia stroncato ieri a 66 anni da un’embolia polmonare (in questo Gp sar sostituito dall’australiano Michael Masi), ha profondamente scosso tutti, pure Sebastian Vettel. Ma il cervello di un pilota funziona in modo diverso, resetta e riparte, e cos anche quello del ferrarista.

La tristezza lascia inevitabilmente il posto ai pensieri sul Mondiale: 9 titoli nella stessa stanza. Lewis Hamilton pi spento del solito nonostante la massiccia collana d’oro bianco. Voleva fare surf ma ha paura degli squali: Non riesco a trovare una spiaggia “sicura” . Gli australiani mi dicono: “Tranquillo, se ne incontri uno dagli un pugno in un occhio e quello scappa”, ma io non ci credo. Daniel Ricciardo da padrone di casa conferma la strana teoria. Istinto da predatore, Lewis teme l’imboscata fra i cordoli dell’Albert Park. Sarebbe la terza di fila a Melbourne, i rossi la stanno preparando per bene. In questo momento siamo tutti cacciatori e prede, voglio uscire da qui con gli altri che mi inseguono spiega Seb.

Deve essere scattata una scintilla dentro al tedesco, alla sua quinta stagione con la Ferrari (Schumacher inizi a vincere dopo 5 anni): si sente protetto, Mattia Binotto lo ha designato capitano e la SF90 asseconda il suo stile di guida sensibile e pulito. La serenit si misura nel tono di voce e nello sguardo, nell’ottimismo: Siamo messi meglio dell’anno scorso, nel team ci sono una bella atmosfera e lo spirito giusto. Guarda Hamilton e chiarisce il concetto: Si preso tutto nelle ultime stagioni, adesso tocca a noi. Molto dipender anche dalla convivenza con Charles Leclerc. Il monegasco gi controlla le emozioni da campione: Ero pi teso 12 mesi fa quando ho debuttato in F1 con la Sauber. Sbruffonate? No, il risultato della preparazione mentale nell’Academy di Maranello: Se metto via le emozioni mi concentro meglio sul lavoro. Secondo le gerarchie interne la seconda guida, ma solo la pista pu confermarlo. E solo la pista pu dire se la Ferrari ha risolto i guai di affidabilit emersi nell’ultima settimana di test a Barcellona, sia Binotto che i piloti manifestano una certa tranquillit.

Mentre appare pi inquieto Hamilton che continua a scaricare la pressione sugli sfidanti: Per recuperare il distacco dobbiamo lavorare, lo dicevo prima e io non dico str…, la Ferrari sar veramente forte e dobbiamo migliorare per batterla. Bisogna credergli? In parte sono i soliti giochetti psicologici, in parte no. Si capisce da alcuni particolari, come la nuova ala che la Mercedes ha preparato per il Gp inaugurale: copia le ricette aerodinamiche della SF90. Significa che i tecnici del Cavallino hanno azzeccato i cambiamenti del regolamento, ma anche che la Mercedes ha risorse enormi per correggersi in tempi rapidissimi. Cacciatori o prede, loro corrono sempre.

14 marzo 2019 (modifica il 14 marzo 2019 | 21:48)

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