F1, la Ferrari vince ad Austin con Raikkonen: Vettel resta in crisi


Ad Austin la Ferrari tornata a vincere dopo due mesi (dal Gp del Belgio, a Spa) e lo ha fatto con l’uomo pi inatteso, Kimi Raikkonen. L’ultimo successo del finlandese, che lascer Maranello, a fine stagione per trasferirsi all’Alfa-Sauber risaliva addirittura a cinque anni fa, al Gp d’Australia del 2013 con la Lotus. stato perfetto Iceman, dal primo all’ultimo giro: ha bruciato Hamilton allo start e poi ha gestito le gomme alla grande per concludere davanti a Verstappen e Hamilton. L’inglese della Mercedes ha dovuto rimandare la festa per il quinto titolo: domenica in Messico gli baster arrivare settimo per prendersi la quinta corona.

Ma il punto un altro: dopo un periodo di buio profondo la Ferrari ha ritrovato il passo e la velocit perduta. Era da Monza che andava cos forte: pare che il segreto sia stato tornare indietro sugli sviluppi aerodinamici, dopo aver scoperto che le ultime novit, fra le quali quelle introdotte in Texas, non aveva funzionato. A 39 anni e con due piedi fuori dalla porta stato Raikkonen, l’ultimo campione del mondo a prendere per mano la squadra e a guidarla sul gradino pi alto del podio. La buona notizia che c’ un’ottima base tecnica da cui ripartire per il 2019, quella cattiva invece che Sebastian Vettel l’ombra del quattro volte campione del mondo. E la sua involuzione sembra non conoscere fine.

Peccato, perch ieri avrebbe potuto giocarsi tranquillamente la vittoria anche dal quinto posto (Verstappen scattato addirittura 18) se nelle prime curve non avesse centrato Daniel Ricciardo girandosi in testacoda per poi completare una rimonta fino ai piedi del podio. l’ennesimo errore di una stagione da dimenticare, una delle sue peggiori in Formula 1.

Il Gp degli Usa il tedesco lo aveva gi compromesso al venerd durante le prove quando era stato punito con -3 posizione al via per non aver rallentato abbastanza in regime di bandiere rosse. Disattenzioni del genere, seriali ( la terza penalit della stagione), evidenziamo un pilota poco serena, in pista e anche fuori. Lui lo fa capire senza troppo giri di parole: E’ un periodo difficile per me, per tanti motivi. I risultati e le gare fanno parte del quadro complessivo ma ci sono anche altre cose che sono un po’ diverse rispetto al passato. Niente che non possiamo superare comunque. Ma Seb ha anche cercato di spostare l’attenzione sulla parte tecnica, leggendo il ritorno alle prestazioni in un’altra chiave. Per dire che non l’unico responsabile della sconfitta: Purtroppo c’ voluto troppo tempo. La si pu vedere come una buona notizia, ma anche come una meno buona. Se per andare bene siamo stati costretti a tornare ad una monoposto utilizzata tre o quattro mesi fa, la competitivit di oggi non pu essere considerata una buona notizia. Credo sia molto importante capire cosa non ha funzionato, ci sono molti compiti a casa da fare.

E il primo a mettersi sotto con il quaderno dovr essere lui: ha un contratto fino al 2020 e l’anno prossimo avr al fianco Charles Leclerc. Il giovane monegasco ha lasciato intendere che non far la seconda guida ma punta molto in alto. In un contesto cos delicato e senza alternative sul mercato la Ferrari deve assolutamente recuperare Vettel. Per programmare il domani a Maranello indispensabile ricostruire il suo stato d’animo, proteggerlo dai processi, interni ed esterni, accettandone i limiti. Sebastian non un leader come lo era Michael Schumacher, ma non nemmeno, come sostengono i detrattori, il pilota dei quattro titoli teleguidati da una Red Bull stellare. Maurizio Arrivabene in questi giorni difficili ha usato toni dolci e lo ha messo al centro del futuro attacco ferrarista dicendo che Leclerc deve fare esperienza. Ma la rotta la pu ritrovare solo Seb.

22 ottobre 2018 (modifica il 22 ottobre 2018 | 12:49)

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