F1, il monarca Hamilton corre nel mito: la quinta corona tra eccessi e selfie


Quando si visto sul maxischermo di Times Square in una gigantografia, rappresentato in tutta la sua grandezza, Lewis Hamilton non ha resistito. Si ripreso con lo smartphone e ha detto: Ehi mamma lo vedi quello l? Sono io. Come un turista stregato dalle mille luci di Manhattan. Forse neanche lui, nonostante l’ego enorme e le ambizioni smisurate, si aspettava un cammino del genere. Spesso ricorda di quando a scuola, in Inghilterra, gli insegnanti gli dicevano che non avrebbe combinato nulla. Si sbagliavano, come si erano sbagliati in tanti quando dicevano che il suo regno non sarebbe durato a lungo dopo il primo Mondiale vinto nel 2008. E invece a 33 anni il britannico pi veloce del mondo sempre pi monarca assoluto ed consapevole di essere sempre pi vicino alle leggende. Ai Senna, agli Schumacher, ai Michael Jordan e ai Roger Federer. Il suo percorso di avvicinamento a Austin una passerella spensierata: relax e mondanit a Los Angeles per far visita agli amati bull-dog, Roscoe e Coco, alloggiati in una pensione a cinque stelle.

Talmente sicuro di s Lewis da trasgredire al protocollo per farsi un selfie con la concorrenza, appoggiato sul cofano bianco de LaFerrari Aperta davanti al 92010 di Beverly Hills, il celebre indirizzo del telefilm. In Germania i papaveri della Mercedes non l’avranno presa bene, ma pazienza. Hanno imparato a perdonarlo, a convivere con i suoi eccessi e hanno capito che lasciandolo libero si esprime al massimo. A cominciare da Toto Wolff che lo ha seguito a New York per parlare di spirito di squadra e mentalit vincente agli squali di Wall Street.

Al Professor Lewis manca solo l’ultimo esame per tuffarsi nella storia ed eguagliare Juan Manuel Fangio a quota 5 titoli, ed una formalit. Gli servono 8 punti in pi di Sebastian Vettel e ha 4 gare a disposizione per concretizzare i match point. Domenica punter al massimo, anche se il massimo stavolta potrebbe non essere sufficiente: con un secondo posto del ferrarista infatti dovrebbe rimandare la festa. Non ho sensazioni particolari, un weekend come gli altri. Come sempre vogliamo vincere stato il misurato approccio di Lewis al Gp della possibile quinta corona. Controllato a parole, eccentrico nel look con tuta nera e catarifrangenti arancioni in fondo, in tinta con le scarpe. In Texas corre nel giardino di casa: ha piazzato 4 successi di fila nelle ultime 4 edizioni, cinque nelle ultime 6, vince da sempre. Da quando il Gp degli Usa si trasferito a Austin (lui vanta anche una vittoria a Indianapolis nel 2007) l’unico in grado di fermarlo stato proprio Vettel nel 2013. Il tedesco, che Lewis dopo il Gp del Giappone aveva difeso (Lui avrebbe fatto lo stesso con me), ha un bisogno disperato di tornare davanti per ritrovare fiducia e chiudere con onore un campionato che lui stesso ha buttato commettendo gravi errori. Da Maranello arrivato un ultimo aggiornamento aerodinamico, baster? Sarebbe un’iniezione di orgoglio per Seb e la Ferrari, per pensare al domani con meno agitazione.

18 ottobre 2018 (modifica il 18 ottobre 2018 | 21:24)

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