Etica dell’Intelligenza artificiale, partnership tra Facebook e la Technical University di Monaco –


ROMA – Etica applicata all’iintelligenza artificiale, si fa sul serio. Facebook ha annunciato una partnership con la Technical University di Monaco (TUM) a cui andrà un investimento iniziale da parte del social network di 7.5 milioni di dollari nei  prossimi 5 anni nell’intento di far avanzare la ricerca sul rapporto tra etica e nuove tecnologie. Lo studio esplorerà le principali problematiche che derivano dall’impiego dell’intelligenza artificiale.

 

“L’intelligenza artificiale offre grandissime opportunità alle persone e alle comunità in tutto il mondo. Tuttavia é necessario che il suo sviluppo avvenga nel rispetto delle persone, della loro privacy e della loro sicurezza, per poter essere al loro servizio”, spiega Joaquin Quiñonero Candela, direttore dell’Applied Machine Learning di Facebook. “Da noi l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale è al centro di ogni attività, dall’uso dei dati allo sviluppo di algoritmi fino ai sistemi che li integrano. Abbiamo sviluppato ad esempio strumenti come il “l’indicatore di correttezza” che produce dati in grado di valutare se alcuni modelli operano involontariamente dei pregiudizi e collaboriamo con numerosi partener attivi in quel settore”.

 

Lo studio indipendente sarà guidato dal Professor Christoph Lütge, esperto di informatica e filosofia. Un board di rappresentanti del mondo accademico, civile e industriale identificherà i temi principali da far investigare ad un gruppo di ricercatori specializzati nel rapporto tra Intelligenza Artificiale e governance. “Presso il TUM, esploreremo il rapporto tra etica e I.A. e svilupperemo linee guida per l’uso responsabile della tecnologia nella società e nell’economia”, spiega Lütge. “La nostra ricerca affronterà questioni che riguardano l’interfaccia della tecnologia rispetto ai valori umani. Gli interrogativi principali riguardano fiducia, privacy e correttezza, ad esempio, nell’uso dei dati delle persone su Internet o da parte di algoritmi”.

 

Al di là del finanziamento iniziale da parte di Facebook, l’Istituto esplorerà altre opportunità di finanziamento da altri partner o enti. Facebook potrebbe inoltre contribuire con approfondimenti, strumenti e competenze del settore relative a problemi come l’inclinazione al pregiudizio da parte degli algoritmi al fine di aiutare i ricercatori dell’Istituto a concentrarsi su problemi reali che si manifestano su larga scala. L’Istituto potrà pubblicare ricerche e collaborare con altri esperti del settore o istituzioni interessate ad approfondire questo tema.

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Mario Calabresi
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