EssilorLuxottica, guerra legale tra soci. Leonardo Del Vecchio chiede l’arbitrato


Leonardo Del Vecchio aveva preannunciato di voler tutelare i suoi diritti di azionista di EssilorLuxottica nella contesa che lo contrappone a Hubert Sagnires, numero uno di Essilor. Ieri a tarda sera Delfin (la holding della famiglia Del Vecchio) ha dato corso alle sue parole, annunciando di aver depositato domanda di arbitrato presso la Camera di Commercio Internazionale, per far accertare le violazioni dell’Accordo di Combinazione del 2017, che secondo Delfin sono state commesse da Hubert Sagnires e da EssilorLuxottica dietro suo impulso, al fine di ottenere un’ingiunzione a rispettare tale accordo fino alla sua scadenza.

La contesa era esplosa pubblicamente il 20 marzo. L’imprenditore aveva parlato tramite un comunicato di Delfin e una intervista a Le Figaro, accusando il socio francese di non rispettare la governance che assegna pari poteri allo stesso Del Vecchio e a Sagnires, per esempio nell’aver assunto quattro dirigenti senza informare nessuno e con i quali governa da solo la nuova societ. Sagnires ha risposto definendo le accuse false e dannose per la societ, accusando il socio italiano di voler prendere il controllo di EssilorLuxottica senza pagare un giusto premio.

Nel comunicato diffuso ieri sera, Delfin ricorda che le violazioni consistono nel mancato rispetto dei doveri di leale cooperazione e buona fede previsti nell’accordo tra Essilor e Delfin, che stata privata del potere di gestione paritetico. Constatando lo stallo creatosi all’interno del consiglio di amministrazione e come questo ostacoli l’implementazione del processo di integrazione e delle relative sinergie, Delfin ha ritenuto che il ricorso alla Camera di Commercio Internazionale fosse allo stato una soluzione necessaria e la pi appropriata al fine di preservare gli investimenti di tutti gli azionisti.

Cosa succeder adesso? La fusione tra le due societ e gi efficace, anche se le operative Essilor e Luxottica non sono state ancora integrate. Se l’arbitrato decidesse che c’ inadempimento i patti diventerebbero inefficaci, il periodo di governance congiunta salterebbe e in una futura assemblea post arbitrato ciascuno voterebbe per s. Delfin ha il 32,5%, con diritto di voto al 31%, i dipendenti e azionisti di Essilor poco pi del 4%. Ma l’arbitrato prender mesi, forse anche anni. E soprattutto Del Vecchio non intende far saltare gli accordi quanto invece che siano rispettati. Lo ha scritto ieri: Delfin non chiede altro che il rispetto rigoroso degli accordi, e in particolar modo delle regole di governance congiunta e paritaria che da parte sua intende continuare a osservare. La societ non pu che smentire nuovamente tutti i tentativi di “presa di controllo” di EssilorLuxottica, sia essa “rampante” o de facto. Le accuse e altre speculazioni circolate su tale tentativo di presa di controllo sono destituite di ogni fondamento e non possono che indurre in errore il mercato e il pubblico.


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