Eredità, perché gli italiani la lasciano ma non vogliono parlarne


Italiani popolo di eterni ottimisti o di spensierati sognatori? Sembrerebbe, se consideriamo che soltanto il 20% dei nostri connazionali ritiene che il tema del passaggio generazionale possa arrivare a riguardarlo in un prossimo futuro (nell’immagine la locandina de L’Erede, 1973, il film con Jean Paul Belmondo che racconta un intrigo successorio ai vertici di un impero editoriale). L’incidenza aumenta al 30% — non molto, quindi — se consideriamo gli imprenditori. Che cosa significa tutto questo? Che la maggior parte degli italiani non vuole affrontare la questione. Scaramanzia? Forse. Non è così infatti nel resto dell’Europa dove l’argomento viene affrontato in modo sistematico dal 50% degli individui. Uomini e donne, in ogni caso, hanno atteggiamenti non univoci su questo tema. In che cosa consistono le differenze tra i due generi?

Diversità

A rispondere alla domanda sono due diverse ricerche: la prima è la Finer 100 top Italian Hnwi (High Net Worth Individual) condotta su un campione di uomini e donne con un patrimonio finanziario personale superiore ai due milioni di euro, la seconda realizzata dal Censis per conto di Aipb (Associazione italiana del private banking). Partendo dalla ricerca Finer sugli Hnwi italiani, intervistati in quanto rappresentativi di un’élite che i sociologi considerano anticipatrice di fenomeni sociali, dallo studio emerge come il 100% delle donne sia sensibile al tema del passaggio generazionale, contro l’80% degli uomini. Non solo, il 95% delle donne ha affrontato e risolto il problema contro un 79% degli uomini. Ulteriori differenze emergono analizzando come il tema sia stato affrontato e poi risolto. Gli uomini si affidano a patti di famiglia, trust e fiduciarie, che coinvolgono direttamente professionisti (notai, avvocati, consulenti finanziari e commercialisti) nel 74% dei casi rispetto al 66% delle donne. Viceversa le donne danno più valore alla formalizzazione testamentaria delle proprie volontà (76% contro il 61% degli uomini). Non solo, le donne si affidano, si fanno consigliare o condividono le scelte con figli o nipoti in misura nettamente maggiore: 57% rispetto al 14% degli uomini.

Rapporti personali

Sarà anche questo un effetto ancestrale e materno? Difficile poterlo affermare con sicurezza, ma sembrerebbe di sì, come pure potrebbe darsi che l’uomo, per salvaguardare la sua privacy, anche all’interno del suo nucleo famigliare, preferisca coinvolgere professionisti esterni. Infine le donne tengono ad apprezzare molto di più i rapporti personali e la capacità di ascolto del proprio referente per gli investimenti (donne 37%, uomini 22%), rispetto alle sole performance/risultati ottenuti (donne 63%, uomini 78%). È anche molto interessante valutare il punto di vista degli imprenditori sul tema del passaggio anche nell’azienda di famiglia. Dalla ricerca Censis-Aipb emerge come tra gli imprenditori che dichiarano di avere avviato in concreto il trasferimento agli eredi del patrimonio aziendale, il 51% ha proceduto a cointestazioni e intestazioni a favore degli eredi, il 37% ha realizzato patti di famiglia sull’azienda o sulle partecipazioni societarie, il 26 % ha proceduto a redigere un testamento, poi — a grande distanza — seguono donazioni formali presso il notaio (9%) e polizze assicurative (8%). Nella pianificazione e nella realizzazione del passaggio generazionale dell’impresa, resistenze psicologiche e culturali si intrecciano con difficoltà pratiche e oggettive: la principale, riscontrata dal 36 % degli imprenditori, è quella di riuscire a garantire la continuità dell’azienda, seguita, a breve distanza, dalla volontà, tutta interna alle dinamiche familiari, di non scontentare alcun erede (33 %). Il 22 % inoltre, indica il nodo critico costituito dall’individuazione di un soggetto che possa costituire il sostituto adatto e il 9% confessa la resistenza personale (con tanto di scongiuri) a dover pensare da subito a quando l’impresa sarà di altri.

* Fondatore e ceo di Finer, think tank che studia il capitale umano


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