Eni si espande negli Emirati Arabi: 3,3 miliardi per la raffinerie di Adnoc


L’Eni cresce negli Emirati Arabi in un settore fondamentale come la raffinazione rilevando per 3,3 miliardi di dollari in contanti da Abu Dhabi il 20% della societ Adnoc Refining, della societ petrolifera locale Adnoc. L’accordo — condizionato

Claudio Descalzi, amministratore delegato dell’Eni (Ansa)
Claudio Descalzi, amministratore delegato dell’Eni (Ansa)

all’ottenimento delle autorizzazioni delle varie autorit di regolamentazione — stato firmato dal ministro di Stato degli Emirati nonch amministratore delegato di Adnoc, Sultan Ahmed Al Jaber,e da Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni. Per l’occasione volato nella citt dell’emirato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per presenziare alla firma dell’accordo, insieme con lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe di Abu Dhabi e vicecomandante supremo delle forze armate degli Emirati Arabi Uniti. Per l’Eni si tratta di un investimento significativo: circa 3,3 miliardi di dollari cash al netto del debito — spiega una nota del gruppo — con un valore d’impresa di circa 3,9 miliardi di dollari (per la quota dell’Eni). L’operazione consentir a Eni di rafforzare ulteriormente la resilienza del proprio business di raffinazione, riducendo l’obiettivo relativo al breakeven del margine di raffinazione del 50%, a circa 1,5 dollari al barile.

Questi accordi consolidano la nostra forte partnership con Adnoc, ha commentato Descalzi, nell’arco di meno di un anno, siamo stati in grado di creare un hub con attivit upstream d’eccellenza e una capacit di raffinazione efficiente, di grandi dimensioni e con ulteriore potenziale di crescita. Questa operazione, che ci consente di entrare nel settore downstream degli Emirati Arabi Uniti e che rappresenta per Eni un incremento del 35% della propria capacit di raffinazione, in linea con la nostra strategia volta a rendere il portafoglio di Eni maggiormente diversificato dal punto di vista geografico, pi bilanciato lungo la catena del valore, pi efficiente e pi resiliente rispetto alla volatilit del mercato.

Quella firmata ad Abu Dhabi — spiega il gruppo petrolifero controllato dal Tesoro — una delle operazioni pi rilevanti mai condotte nel settore della raffinazione e riflette la dimensione, la qualit e il potenziale di crescita degli asset di Adnoc Refining, unitamente alla posizione geografica che le consente di rifornire i mercati di Africa, Asia ed Europa. Adnoc Refining ha tre raffinerie, situate nelle aree di Ruwais (Ruwais East e Ruwais West) e Abu Dhabi (Abu Dhabi Refinery), con una capacit di raffinazione complessiva che supera i 900 mila barili al giorno. Il complesso di raffinazione di Ruwais il quarto a livello mondiale in termini di capacit produttiva e garantisce un elevato livello di conversione grazie all’adozione delle migliori tecnologie disponibili e di uno schema di processo a elevatissima conversione.

Adnoc ha annunciato contestualmente di aver ceduto all’austriaca Omv la quota del 15% di Adnoc Refining, rimanendo cos detentrice della quota del 65%. Adnoc, Eni e Omv hanno concordato altres di costituire una Joint Venture dedicata alla commercializzazione dei prodotti petroliferi con le medesime quote azionarie stabilite per Adnoc Refining. Eni presente nel settore upstream degli Emirati Arabi Uniti da marzo 2018, quando si aggiudicata da Adnoc il 10% delle concessioni di Umm Shaif e Nasr e il 5% di quella di Lower Zakum, seguite nel novembre dello stesso anno dall’assegnazione del 25% della concessione di Ghasha, mega progetto offshore di Adnoc. Il 12 gennaio scorso, Eni si aggiudicata il 70% nelle concessioni esplorative offshore denominate Blocco 1 e Blocco 2. Eni in Medioriente, oltre che negli Emirati Arabi Uniti, presente anche in Oman, Bahrain, Libano e Iraq.

27 gennaio 2019 (modifica il 27 gennaio 2019 | 12:18)

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